La lupa
La luce della telecamera si accende. La mano di Sonia Di Gennaro è ferma mentre filma due suoi affiliati che strangolano un giovane testimone involontario con una corda di pianoforte, per poi farlo a pezzi e disporlo tra la carne di seconda scelta in una macelleria fidata. Si sa, se per caso assisti a un’esecuzione, rischi grosso. Se riconosci il killer ancora di più. Se decidi di fare il suo nome alla polizia, sei finito. Matteo, studente universitario, è un testimone troppo scomodo. E la moglie del boss della Società Foggiana, detta “la Lupa”, ha molta fretta, e non può correre rischi. Né lasciare tracce. Qualche giorno dopo, nel silenzio di un reparto di terapia intensiva dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, Diego Pastore, in coma da giorni, apre gli occhi. “Zio Teddy”, così viene soprannominato il serial killer di bambini, chiede di parlare con Renzo Bruni, il poliziotto che lo ha arrestato. Poco dopo il loro colloquio, in piena notte, Pastore, con una clamorosa azione paramilitare, viene prelevato dagli uomini del clan della “Lupa”. Renzo Bruni, incaricato delle indagini, e la sua squadra, iniziano un’implacabile caccia all’evaso, senza immaginare, però, che nel frattempo Diego Pastore si è affiliato al clan che ne ha organizzato l’evasione, diventandone prima il sanguinario sicario e poi l’aspirante capo. Fra gli efferati omicidi di una guerra fra clan e le sporche intromissioni di una politica deviata, Bruni ingaggia una drammatica battaglia all’ultimo sangue con zio Teddy, un serial killer messosi al servizio della quarta mafia, la più feroce e spietata.
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

Dopo Formicae, torna Piernicola Silvis con un altro incredibile romanzo dal titolo La Lupa, si fa chiamare così Sonia Di Gennaro, moglie del boss Granatiero, una donna senza scrupoli che porta con sé una telecamera pronta a filmare gli omicidi più cruenti, proprio come quello di uno studente universitario di nome Matteo, considerato un testimone fin troppo scomodo, da eliminare in fretta.

Intanto, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, Diego Pastore, il killer dei bambini, si va riprendendo e chiede un immediato confronto con Renzo Bruni, funzionario della SCO (Servizio centrale operativo), che lo aveva in precedenza arrestato.

Ma dopo la visita del poliziotto, il clan dei Granatiero, a cui fa capo proprio Sonia Di Gennaro, organizza un azione paramilitare prelevando proprio quel Diego Pastore e mettendolo successivamente a capo dell’intera famiglia che comanda la Capitanata, chiedendo incontri con i rispettivi capi delle altre zone del foggiano e prendendo decisioni importanti; si punta alla scalata ai vertici e inoltre si vuole intraprendere una vera e propria azione di guerra nei confronti di altri capi clan, per avere il completo controllo dell’intera zona.

Interessante lo sviluppo degli eventi, Diego soprannominato “Zio Teddy” lo vediamo in una nuova veste, ma il potere come al solito finisce sempre per esercitarlo in prima persona e a suo piacimento, un’ostinata supremazia sugli altri con quelle formiche che lo destabilizzano inizialmente come quando era bambino, quelle torture di quegli insetti che non potrà mai dimenticare e resteranno scolpite nella sua memoria ma lo renderanno, col passare del tempo, ancora più feroce.

I nuovi amici di Zio Teddy sono gente che non si ferma davanti a nulla e non ha coscienza o rimorsi, Donato Valente detto “U biond”, il killer n.1 e Carmelo Trojano detto “Turcinill” il macellaio, l’uomo capace di fare scomparire le persone a modo suo, sono uomini al servizio della batteria dei Granatiero, poi c’è Cosimo Saloppa detto “Lo Scienziato” la mente sopraffina del clan, figlio di Sonia Di Gennaro

Thriller adrenalinico allo stato puro, con il lettore che è chiamato forse ad una vera e propria prova di resistenza, ci vuole uno stomaco forte per non soccombere a quei dialoghi serrati e taglienti come una lama di un coltello e a quelle esecuzioni senza pietà che non risparmiano veramente nessuno.

Penso che non esista solo la Camorra, l’Ndragheta e la Mafia siciliana, c’è pure quella foggiana che col tempo e in silenzio ha preso sempre più il comando sul territorio, soprattutto affermandosi nello spaccio della droga; cosi l’autore vuole concentrare l’attenzione su questa Mafia proponendo il romanzo al lettore come fosse una fiction, con personaggi piuttosto delineati e marcati che danno consistenza e sostanza agli argomenti trattati e che, anche se particolarmente suggestivi, sono il sale dell’intera storia.

Silvis sembra dare a se stesso un obiettivo da raggiungere, quello di scuotere le coscienze e di far riflettere anche a costo di distruggere psicologicamente il lettore, per portarlo e catapultarlo in una realtà che non può essere dimenticata e non può lasciare passivi e indifferenti.

L’autore sembra esserci riuscito, con quel Renzo Bruni sempre in prima linea a sfidare il male che si insidia, facendo intravedere anche il suo lato più oscuro e perverso, così il poliziotto è costretto a mettere in secondo piano i suoi affetti più cari, andando a ledere e frantumare il legame di una vita.

Una terra che non può essere abbandonata a se stessa, c’è ancora tanto male da estirpare e questo sembra essere il pensiero dell’ex questore Silvis.

Sono sicuro che tornerà a parlarci attraverso un’altra storia coinvolgente e ricca dei migliori ingredienti del thriller targato Made in Italy.

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