Genere:
La donna del treno
Selena Murphy sta tornando a casa in treno quando inizia una conversazione con un’attraente sconosciuta seduta accanto a lei. La donna si presenta come Martha e presto le confida di avere una relazione clandestina con il suo capo. Selena, a sua volta, confessa di sospettare che il marito vada a letto con la tata. Si sa, si parla meglio con chi non si conosce. Quando il treno per Selena arriva a destinazione, le due donne si separano, presumibilmente per non incontrarsi mai più. Ma poi, la tata scompare nel nulla. Mentre viene trascinata in ciò che è accaduto e le fratture nel suo matrimonio diventano sempre più profonde, Selena inizia a porsi domande sull’identità di Martha, la donna del treno. Potrebbe essere coinvolta e aver frainteso i suoi desideri? Potrebbe essere lei la causa di tutto? E ciò che ancora non immagina è che non è affatto pronta ad affrontare la verità…
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Coppie in crisi, tradimenti sentimentali ed affettivi, coppie che “ scoppiano “, la famiglia e le relazioni extraconiugali, detto questo è conseguente catalogare “ La donna del treno “ tra i romanzi rosa ma invece, potrebbe essere sufficiente leggere le poche righe della trama, per capire che Lisa Unger ci porta dentro un trhiller psicologico. Perché ciò che viene scritto non è poi così lontano dalla realtà visto che volenti o meno, tutti abbiamo una maschera, le cose non sono sempre sotto il nostro controllo e spesso abbiamo a che fare con qualcosa di inatteso, con un’incognita, con mille domande; ma soprattutto fingere che tutto vada bene con il risultato che la vita è scelte e conseguenze di queste. Scomparire nella persona che si finge di essere, come aver di fronte una matrioska Un noir che potrebbe avere come sottotitolo: “ chi eri non c’è più; chi sarai non esiste, chi sei ora? “. Un noir che entra nello spiegare cosa sono i cambiamenti di identità che si rivelano oltre a vere e proprie truffe,un’arte, l’arte dell’essere un altro/a; facilitati dalla tecnologia che si sviluppa attraverso l’avvento dei social, dei telefonini usa e getta, la posta elettronica ed i profili online. Un investigatore che nonostante percepisca il proprio lavoro come una vita sprecata, lo considera sempre come una missione. Trovare soluzioni,  e per questo saper affrontare i problemi, visto che questi non si risolvono da soli. Un noir che certo è psicologico, ma è anche a tutti gli effetti “sociale”, in quanto indaga sull’odio che può nascere verso chi è felice e quindi “ normale “; sulle donne tradite, picchiate, uccise da uomini pessimi che non possono che provare rabbia per ciò che subiscono. Un noir che ci dice che la verità è solo la storia sulla quale tutti sono d’accordo anche se può prodursi un effetto domino: se rovesci una carta , le altre sono destinate a cadere a loro volta. Perché la verità è un castello di carte.

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