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La dama rossa
Recensione a cura di Dario Brunetti La dama rossa è un romanzo dell’autrice Giada Trebeschi uscito nella nuova edizione per Oakmond Publishing dopo dieci anni dalla sua prima pubblicazione per la casa editrice Mondadori. Una gemma letteraria di pregevole fattura e riconsegnata agli amanti del genere storico. Nel corso degli anni va doverosamente riconosciuto alla scrittrice il merito di come abbia saputo mescolare più generi letterari racchiudendoli in un’unica storia; questo romanzo che segna il suo esordio e che viene da lei ripreso è un tipico esempio che la accompagnerà nelle sue opere successive. La dama rossa è una donna murata viva agli inizi del 500, i cui resti sono stati ritrovati nel periodo fascista e precisamente nel 1938, anno in cui verranno approvate le leggi razziali, volte a penalizzare le persone ebree. Proprio durante dei lavori di restauro di un antico palazzo vengono rinvenute le ossa della misteriosa dama rossa, vissuta alla corte di Alessandro VI Borgia. Gli sviluppi di questo mistero non interessano solo al governo fascista, ma anche alla storica dell’arte Letizia Cantarini che vuole capire le cause della morte, ma a controllarne l’operato c’è l’ombra della milizia fascista, in particolare del capitano Giulio de’ Risis. Nel prosieguo delle accurate indagini effettuate da Letizia verranno riportati alla luce non solo i resti del tesoro della famiglia nobiliare degli Olgiati, ma qualcosa di così tanto prezioso che scatenerà un vero e proprio inferno, perché a entrare in gioco saranno tante vite compresa quella della protagonista messa a repentaglio in più circostanze. Un romanzo memorabile scritto con grande capacità d’inventiva, grazie allo straordinario talento della Trebeschi, che attraverso un giallo storico, ci conduce in un intrigante viaggio nel tempo e in un gioco di luci e ombre che si susseguono e alla ricerca di una verità che brucia e mette in serio pericolo i protagonisti della storia. Un testo narrato in modo magistrale che si avvale di dettagli storici e di riferimenti artistici con personaggi caratterizzati con la solita minuzia che permette una ricostruzione limpida e cristallina del periodo. Letizia Canterini non è solo una studiosa di storia dell’arte, ma è una donna coraggiosa che con caparbietà e destrezza affronta le difficoltà e i contrasti e che sa resistere alle ingiustizie del regime fascista. Un personaggio che il lettore non dimenticherà facilmente. La dama rossa non è solo un romanzo, ma è un viaggio in cui la storia incontra l’arte nel suo incanto e il lusso si fonde con l’irresistibile fascino del mistero e dove l’avventura accompagnata dal un sano romanticismo stabilirà la sua unica via di fuga e di salvezza.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

La dama rossa è un romanzo dell’autrice Giada Trebeschi uscito nella nuova edizione per Oakmond Publishing dopo dieci anni dalla sua prima pubblicazione per la casa editrice Mondadori. Una gemma letteraria di pregevole fattura e riconsegnata agli amanti del genere storico. Nel corso degli anni va doverosamente riconosciuto alla scrittrice il merito di come abbia saputo mescolare più generi letterari racchiudendoli in un’unica storia; questo romanzo che segna il suo esordio e che viene da lei ripreso è un tipico esempio che la accompagnerà nelle sue opere successive.

La dama rossa è una donna murata viva agli inizi del 500, i cui resti sono stati ritrovati nel periodo fascista e precisamente nel 1938, anno in cui verranno approvate le leggi razziali, volte a penalizzare le persone ebree.

Proprio durante dei lavori di restauro di un antico palazzo vengono rinvenute le ossa della misteriosa dama rossa, vissuta alla corte di Alessandro VI Borgia. Gli sviluppi di questo mistero non interessano solo al governo fascista, ma anche alla storica dell’arte Letizia Cantarini che vuole capire le cause della morte, ma a controllarne l’operato c’è l’ombra della milizia fascista, in particolare del capitano Giulio de’ Risis.

Nel prosieguo delle accurate indagini effettuate da Letizia verranno riportati alla luce non solo i resti del tesoro della famiglia nobiliare degli Olgiati, ma qualcosa di così tanto prezioso che scatenerà un vero e proprio inferno, perché a entrare in gioco saranno tante vite compresa quella della protagonista messa a repentaglio in più circostanze.

Un romanzo memorabile scritto con grande capacità d’inventiva, grazie allo straordinario talento della Trebeschi, che attraverso un giallo storico, ci conduce in un intrigante viaggio nel tempo e in un gioco di luci e ombre che si susseguono e alla ricerca di una verità che brucia e mette in serio pericolo i protagonisti della storia. Un testo narrato in modo magistrale che si avvale di dettagli storici e di riferimenti artistici con personaggi caratterizzati con la solita minuzia che permette una ricostruzione limpida e cristallina del periodo.

Letizia Canterini non è solo una studiosa di storia dell’arte, ma è una donna coraggiosa che con caparbietà e destrezza affronta le difficoltà e i contrasti e che sa resistere alle ingiustizie del regime fascista. Un personaggio che il lettore non dimenticherà facilmente.

La dama rossa non è solo un romanzo, ma è un viaggio in cui la storia incontra l’arte nel suo incanto e il lusso si fonde con l’irresistibile fascino del mistero e dove l’avventura accompagnata dal un sano romanticismo stabilirà la sua unica via di fuga e di salvezza.

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