La commedia umana
Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. La famiglia Macauley, da cui proviene, è modesta: il babbo è morto e il fratello maggiore è partito per la Seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energia a quel che va fatto: la mamma alle galline come all’arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e Ulysses è il fratellino più curioso del mondo. Homer, che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell’ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni, e già si rivela come il messaggero più veloce della West-Coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.
Hai letto anche tu il libro? Lasciaci un commento…
pvaralli
Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Recensione a cura di Paola Varalli

La cosa che mi ha colpito maggiormente quando ho iniziato a leggere questo romanzo è un dettaglio che ho trovato divertente. La storia si svolge negli anni quaranta in una cittadina americana: Ithaca. Ebbene come si chiamano i protagonisti? Homer e Ulysses! In Italiano Omero e Ulisse… che con Itaca direi ci azzeccano parecchio.

Al principio, non amando io particolarmente questo tipo di letteratura americana, ho trovato un po’ irritanti alcune eccessive “lungaggini” nel descrivere le scene. Mi spiego meglio, c’è (c’era?) un po’ questa tendenza, tutta statunitense, diciamo “alla Carver” (mi perdonino i suoi fan) a descrivere in maniera più dettagliata possibile ciò che avviene nella scena, a citare pure i particolari più insignificanti, a dilungarsi su cosa dice lei… e cosa ribatte lui… e cosa mangiano per cena… eccetera, magari magistralmente scritto, ma, ai miei occhi, piuttosto noioso. Va però detto che la prima edizione de “La commedia umana” è del ’43, dunque gli si può perdonare un certo stile che forse a noi risulta oggi, datato.
Pare che Saroyan avesse firmato la sceneggiatura per girare il film (regista Clarence Brown), prima che uscisse il libro, ma poi venne licenziato e, forse per ripicca, fece uscire il romanzo “La commedia umana” prima della versione cinematografica, versione che vedeva l’allora giovane Mickey Rooney nei panni del protagonista.
Ma veniamo ora al cuore del romanzo. Si svolge su 39 capitoli, come se tutte le storie dei ragazzini, dei militari, degli addetti all’ufficio del telegrafo, della famiglia Macauley e dell’America con i figli in guerra, andassero a formare un grande collage che precipita noi lettori in una cittadina californiana degli anni quaranta, con il negoziante armeno dotato di figlioletto dalle richieste ossessive e le bande di ragazzini che vanno a rubare le albicocche (prima del tempo e dunque acerbe) al consenziente padrone dell’albero, che li scruta ridacchiando dalla finestra. Vi sono anche passi delicati e sensibili, come quando Homer, che per aiutare la famiglia lavora come portalettere, deve consegnare i telegrammi che vengono dal ministero della difesa. E ci sta male e non dorme la notte, perché lo sa che quel telegramma butterà una famiglia nella disperazione annunciando la morte del figlio militare.
 Abbastanza esilarante l’episodio in cui il piccolo Ulysses, per niente turbato, viene fatto prigioniero in una trappola per la cattura degli animali, durante la dimostrazione nell’emporio locale. Nessuno riesce a liberarlo, cercano invano il costruttore, fino a che un tizio grande e grosso, un gigante buono, lo tirerà fuori rompendo l’aggeggio per la disperazione del negoziante: “E adesso chi mi ripaga?”
Non sappiamo se l’autore abbia in qualche modo tratto ispirazione, per il titolo, dall’opera di Balzac, una cosa è certa:
William Saroyan è stato probabilmente l’unico scrittore della Storia a rifiutare il Premio Pulitzer, con la seguente motivazione: “Sono fiero che i giurati abbiano pensato a me: peccato che abbiano scelto l’opera sbagliata”. 
Un bell’elemento eh?

Insomma, io direi che vale la pena leggere questa chicca d’antan, ristampata parecchie volte (ai giorni nostri da Marcos y Marcos) che ci racconta, non senza ironia, di sani valori e ingenuità e buone intenzioni, forse (purtroppo) totalmente dimenticati.

La commedia umana
Dello Stesso Genere...
Giallo
ecarta
Omicidio a Carloforte

L’odore di croissant e l’aroma del caffè gli avvolsero lo stomaco. “Come fa un uomo a iniziare la giornata senza aver fatto la colazione?” Trasse

Leggi Tutto »
Noir
etodaro
La moglie del becchino

Recensione a cura di Edoardo Todaro E’ grazie, anche, a NERO RIZZOLI se abbiamo tra le mani quanto ha scritto Frederic Dard. Ci ha lasciato

Leggi Tutto »
Narrativa
matesch
Io non voglio uscire

Una madre può sbagliare? Una madre sbaglia. In questo romanzo bisogna entrare in punta di piedi e fare una sola cosa: capire. La protagonista è

Leggi Tutto »

Lascia un commento