Genere:
La chiave di Sarah – Tatiana de Rosnay
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Trama

È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.

 

Recensione di libro e film a cura di Stefania Ghelfi Tani

Celluloide VERSUS Carta Stampata.

Nonostante nel 99,9% dei casi la carta stampata vinca sulla celluloide, in questo caso i due contendenti se la giocano. Siamo a Parigi nell’estate del 1942: tredicimila ebrei parigini, grazie al collaborazionismo della polizia francese, vengono arrestati e ammassati in modo ignobile al Velodromo d’Hiver; prima di essere deportati nei campi di concentramento. Quattromila erano bambini. Sarah ha solo dieci anni ma comprende il pericolo quando la gendarmeria arriva a casa sua per prelevare la famiglia, con una prontezza di spirito non comune riesce a nascondere il fratellino di tre anni in un armadio a muro che chiude a chiave. Sessant’anni dopo la giornalista Julia Jarmond, americana ma da tempo residente in Francia, deve realizzare un servizio proprio su quel vergognoso rastrellamento. Coincidenza vuole che la casa in cui sta andando ad abitare, con il marito e la figlia, è la stessa in cui viveva proprio la famiglia di Sarah. In un lavoro di ricerca e consultando archivi Julia si convince che Sarah sia sopravvissuta allo sterminio. Ne insegue le tracce intervistando testimoni e cercando i sopravvissuti. Quello che scopre cambierà la sua esistenza.  Questa in sintesi la storia narrata in La chiave di Sarah, romanzo di Tatiana De Rosnay dal quale è stato tratto il film omonimo del 2010, con la regia di Gilles Paquet-Brenner, interpretato da Kristin Scott Thomas e magistralmente dalla bimba Mélusine Mavance.  Un altro libro, un altro film a raccontarci un dramma che è stato di proporzioni disumane, difficile non cadere nella retorica. Si affronta un episodio poco noto della Shoa e sul quale i francesi, e soprattutto i parigini, non amano soffermarsi: l’immane tragedia del Vel d’Hiv. La De Rosnay crea un romanzo coinvolgente e garbato, non scadendo mai nel patetico ma dando voce ai diversi risvolti che caratterizzano l’individuo. Commuove. Riesce a trasmettere l’orrore dell’olocausto pur senza entrare in particolari cruenti. Ben riuscite e catalizzanti le due voci alternate che confluiscono in un’unica storia dove passato e presente di fondono.  Il regista Paquet-Brenner è molto aderente al romanzo, anche se per esigenze di sceneggiatura e tempi, lima, omette e semplifica alcune parti del libro. Ripercorre le scelte dell’autrice realizzando un film scorrevole,  dinamico grazie ai salti cronologici, emozionante e corredato da un’ottima fotografia che regala istantanee che rimangono nella memoria.  Unico neo in entrambe le produzioni, volendolo trovare, è quello di un epilogo con un risvolto sentimentale che stride leggermente con tutto l’intreccio, banalizzandolo.  Ho amato entrambe le versioni anche se la pagina scritta rimane la mia preferita. Toccanti, per aver mostrato oltre al dramma anche la forza, il coraggio e la generosità di persone comuni così come la meschinità, l’abiezione e la vigliaccheria di persone altrettanto comuni. Il leitmotiv è la chiave, la chiave che Sarah terrà sempre stretta in pugno, mai perderà. La chiave che le darà la forza per perseguire il suo scopo ma anche la chiave che la annienterà, ricordandole il suo passato.

Cit. dal film: “Quando una storia viene raccontata non può essere dimenticata, diventa qualcos’altro: il ricordo di chi eravamo, la speranza di ciò che possiamo diventare.”

Dettagli libro

  • Copertina flessibile: 322 pagine
  • Editore: Mondadori (22 gennaio 2008)
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8804574763
  • ISBN-13: 978-8804574767

 

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