Genere:
La belva nel labirinto – Hans Tuzzi
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Trama

Un serial killer si aggira per le strade di una Milano , uccidendo persone apparentemente slegate tra loro e lasciando sui cadaveri delle carte dei Tarocchi, degli Arcani.

È un venerdì notte quando il vicequestore Norberto Melis e il brigadiere d’Aiuto ricevono la segnalazione del cadavere di un ragazzo, “attinto” da quattro colpi di pistola all’interno di una Audi 80 nera. Glauco Stracuzzi, figlio unico di una famiglia benestante, studente di Ingegneria. Accanto al cadavere una carta, un Arcano dei tarocchi contrassegnato da due M e l’annotazione di quella che sembra una data. E non finisce qui, perché nel bagagliaio della stessa macchina c’è il corpo di una donna uccisa dopo essere stata seviziata. Qualche tempo prima qualcun altro è stato assassinato e abbandonato: un prete di periferia, don Albino Tomat e, un travestito di mezz’età, Carmen (al secolo Carmine Grieco). C’è una pista esoterica? Così si potrebbe sospettare, stando ai libri e alla poesia di Hitler trovati nella stanza dell’uomo ucciso in macchina e all’ombra dei deliri occultistici del neonazismo che si va profilando.

Persone che non si conoscevano o, quantomeno, che vivevano in contesti ben separati, uccisi in modi diversi e i cui cadaveri sono stati ritrovati in luoghi diversi di Milano.

Le indagini seguono anche il filone dei travestiti, gli amici di Carmen: uomini di mezza età, uomini di giorno e donne appariscenti di notte e che, proprio per questo particolare, riscuotono un certo successo nel settore. Tutti quei padri di famiglia che, senza la moglie tra i piedi, hanno bisogno di qualcuno con cui sfogare i propri bisogni fisici.

L’inchiesta diventa una sfida quasi personale, perché le morti si susseguono assieme alle prime accuse contro la polizia e sulla squadra di Melis, accusati dopo settimane, non hanno raggiunto alcun risultato.

Nonostante gli sforzi, Melis e i suoi uomini non vanno oltre le ipotesi, ogni strada percorsa diventa un vicolo cieco.

Solo dopo aver portato alla luce alcuni segreti, inseguendo tracce che si riveleranno, tutto sommato, ininfluenti per la sua indagine, Melis arriverà al colpevole, in un finale molto amaro e per nulla catartico.

“Quale filo invisibile lega fra loro un sacerdote di frontiera, un travestito di mezza età e un brillante studente universitario nella cui auto giace cadavere una ragazza? E le altre vittime dell’anonima mano omicida che nell’estate del 1987 nelle vie di Milano porta la morte, annunciata dai beffardi e inquietanti Arcani dei tarocchi?

Voce di Roberto Roganti

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A cosa si riferisce la misteriosa scritta che l’assassino traccia su ogni Arcano? E ha davvero un senso tutto l’armamentario del nazismo esoterico che costantemente affiora fra i più diversi indizi? E i Servizi segreti hanno, in tutto ciò, un ruolo oscuro?

Conscio che in simili casi soltanto una paziente indagine è possibile, ma non è mai sufficiente, poiché occorre anche un aiuto del Caso, o un errore da parte del colpevole, il vicequestore Melis, coadiuvato dai suoi uomini, intraprende un frustrante cammino di conoscenza attraverso una Milano varia e cangiante nelle sue componenti sociali, fra il vizio manifesto da un lato e l’oscuro mondo del fanatismo dall’altro, sino a giungere alla tenebrosa fonte del male che l’uomo infligge all’uomo allorché è convinto di detenere la verità.”

“IL MALE NON È MAI RADICALE , E  NON POSSIEDE NÉ PROFONDITÀ  NÈ UNA DIMENSIONE  DEMONIACA. INVADE E DEVASTA  il MONDO INTERO  PERCHÉ SI ESPANDE  SULLA SUA SUPERFICE  COME UN FUNGO. SFIDA  IL PENSIERO  PERCHÉ IL PENSIERO, NEL MOMENTO IN CUI CERCA IL   MALE, NON TROVA  NULLA. QUESTA È LA SUA BANALITÀ . SOLO IL BENE È PROFONDO  E  PUÒ ESSERE RADICALE .”

 

Recensione a cura di Pasquale Schiavone

“Ma un mostro, nella vita, non sembra mai un mostro ”

Ci sono libri in cui bisogna avere forza e costanza per arrivare fino in fondo: questo di Hans Tuzzi è proprio uno di questi, perché le continue citazioni, le divagazioni filosofiche e storiche, rendono il percorso irto e a tratti anche scomodo. Altro pregio del romanzo è il fatto che, pur essendo già stati pubblicati altri racconti dedicatI al commissario Melis, non appare in alcun modo collegato alle vicende precedenti del personaggio, e può quindi essere apprezzato senza che il lettore, come purtroppo accade sempre più spesso nell’utilizzo di protagonisti seriali, si trovi in difficoltà nel caso di rimandi troppo frequenti ad avvenimenti accaduti in altri libri. Pure per questo. La bella nel labirinto si rivela una lettura molto piacevole e in grado di catturare l’interesse degli amanti del giallo all’italiana.

Ancora una volta Hans Tuzzi ci regala un romanzo colto e raffinato: ben congegnata e avvincente la trama e in più tanti scorci della Milano anni ottanta, con una moltitudine di personaggi ben disegnati sullo sfondo alle vicende narrate in perfetto equilibrio con lo scenario. Tuzzi ogni volta sa costruire, lasciando intatta la curiosità verso la ricerca del colpevole (o dei colpevoli), una galleria di tipi umani che non si dimentica a lettura conclusa. Tutto il resto è come sempre: l’intrigo che incatena l’attenzione, l’eleganza non esibita della scrittura, la capacità di incidere ritratti umani con piccoli tocchi e l’abilità, che è insieme discrezione innata e dote di vero scrittore, di sciogliere nella narrazione la cultura di chi ha letto

Siamo di fronte ad un romanzo di Hans Tuzzi e, dunque, nulla è scontato o banale, ma porta ad un finale che svela le trame del mistero di una società in cui scopriamo tutti i germi che oggi vediamo sotto i nostri occhi.

Gli omicidi diventano un’occasione per lanciare uno sguardo non superficiale sulla Milano di fine anni ’80, sulla società italiana che si metteva alle spalle gli anni della contestazione e delle ideologie per tuffarsi nell’epoca del riflusso. La morale ipocrita italica, quella delle pubbliche virtù e dei vizi privati, l’acquiescenza piccolo borghese della maggioranza silenziosa, l’eterno fascismo italiano, sui ragazzi, figli di questo paese, di questa società, così deboli e nello stesso tempo, così illusi della loro forza, della loro purezza. Così malleabili.

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile:326 pagine
  • Editore:Bollati Boringhieri (13 aprile 2017)
  • Collana:Varianti
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8833928683
  • ISBN-13:978-8833928685
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