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IL TESORIERE – Gianluca Calvosa

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Trama

Italia, 1972. Dopo quattordici anni trascorsi tra i corridoi polverosi di un soffocante archivio alla periferia di Milano, Andrea Ferrante è ormai rassegnato al suo dignitoso quanto anonimo ruolo di piccolo funzionario politico, ben lontano dalla radiosa carriera cui un tempo sembrava destinato. Il rapporto con la moglie Sandra si trascina stancamente. Con suo figlio Umberto, poco più di qualche sporadico litigio.
A strapparlo dal torpore del fallimento è un’inattesa convocazione a Roma dove, contro ogni logica e consuetudine, il nuovo segretario del PCI lo nomina tesoriere del partito. L’entusiasmo per il prestigioso incarico, però, lascia presto il posto allo sconcerto: non solo il suo predecessore è stato trovato morto in circostanze poco chiare, ma il primo compito che Ferrante deve affrontare è interrompere il fiume di denaro proveniente da Mosca.
Sono anni densi di fermento, quelli della Guerra Fredda, delle università occupate, del volantinaggio in fabbrica, dei cortei di piazza e delle prime vittime del terrorismo.
L’Italia è troppo strategica per lasciare l’iniziativa al nemico: comunisti, democristiani, CIA, KGB, servizi deviati, brigatisti e alti prelati del Vaticano si incrociano a Roma, vero epicentro della contrapposizione tra Mosca e Washington, mettendo in scena un conflitto senza precedenti che, anestetizzato dall’abbraccio della Dolce Vita, trasforma la Città Eterna nel parco divertimenti dello spionaggio internazionale.
Gli eventi che hanno catapultato l’inconsapevole tesoriere in un labirinto senza apparente via di uscita risvegliano storie provenienti da lontano che si danno appuntamento sulle sponde del Tevere per fare i conti con il passato.
– Storie di soldi, tanti soldi, storie di militanza e di tradimenti, di fantasmi testardi, nobili proletari, truffatori metodici, ministri senza culto, criminali devoti ed eroi inconsapevoli.

Recensione a cura di Luciana Fredella

Andrea Ferrante è stato nominato tesoriere del Partito Comunista Italiano in seguito alla morte improvvisa quanto ambigua del predecessore Marco Fragale. Ferrante è un uomo che ha seguito gli studi universitari a Mosca. Qui ha seguito il suo ideale comunista acquisendo un forte senso del dovere e una disciplina che caratterizzeranno la sua vita familiare e politica. Accanto ad Andrea opera sua moglie Sandra, anche lei formata nell’Università di Mosca. Sandra come Andrea è attivista nel partito e si batte soprattutto per i diritti delle donne, ma l’attività e l’attivismo ufficiale, nascondono un operato sotto copertura che sorprenderà il lettore. Il tesoriere non è un romanzo giallo né un thriller, è lo spaccato di un periodo, gli anni Settanta, in cui l’Italia ha vissuto delle trasformazioni sostanziali. In un continuo susseguirsi di vicende legate all’economia e all’attivismo di partito, il lettore viene condotto nelle “botteghe oscure” di un potere che è cresciuto, è maturato ed è stato corrotto allontanandosi dalla visione ideologica del comunismo. Tra eventi strettamente legati alla storia e licenze letterarie, Gianluca Calvosa è stato molto bravo a incuriosire e appassionare il lettore che difficilmente si stacca dalle pagine del libro. Nonostante la fine sia “rassicurante” e per quanto alcuni eventi siano ben noti, rimane un senso di sospensione che induce a chiedersi “cosa accadrà?”.  

Recensione a cura di Livia Frigiotti

Non è facile scrivere di questo romanzo. E’ un romanzo complesso, pieno di eventi e personaggi, incroci da tener sempre ben presenti per non perdersi. Ma non è un difetto, anzi, è il pregio che dice “leggimi, ne ho tante da raccontare”, ed è proprio così.

Nella sua complessità non arriva immediatamente. Per il lettore attento, all’ultima pagina, c’è il bisogno di decantare, riflettere, rimettere tasselli al loro posto; c’è tempo per stupirsi e per imparare e capire. Cosa? Tante cose del nostro presente, politico e non solo, sono strettamente correlate a fatti oscuri del passato, eventi sconosciuti, tenuti irrimediabilmente segreti e lontani dal sentire comune della popolazione.

I movimenti interni della politica mondiale sono parte integrante di tutto (o quasi) quello che succede nel mondo, come nella nostra nazione. Fatti storici che indubbiamente, invece, hanno segnato un percorso netto e definito che ha creato l’oggi che ci troviamo ad affrontare.

E’ un romanzo anche complicato e sin dall’inizio ci vuole una certa concentrazione per non perdere il filo che lega fatti e personaggi. Pur se romanzata, la storia intera descrive un periodo buio fatto di intrighi e potere. La gestione a livello internazionale e poi al nostro livello nazionale del Partito Comunista, la sua nascita e la sua ascesa. Partito che in quegli anni si attesta come primo italiano lasciando alle spalle una sempre forte Democrazia Cristiana.

Mi è risultato difficile immedesimarmi in un periodo storico che non ho vissuto e del quale, in realtà, non si parla affatto. E’ stato però a suo modo altamente istruttivo, perché ha aperto scenari inconsapevoli, lontani e distratti ma assolutamente concreti. L’autore ha romanzato gli eventi costruendo il personaggio del Tesoriere in modo preciso e attento, senza tralasciare niente. Famiglia, passioni, riflessioni, Intorno a lui un ampio ventaglio di personaggi che intrecciano destini continuamente tra loro e con lui stesso.

E’ un romanzo “pieno” che non lascia indifferenti.

Dettagli:

  • Genere: Narrativa
  • Copertina: Flessibile 396 pagine
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Strade Blu
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: ‎ 8804744367
  • ISBN-13: 978-8804744368
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