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IL TEMPO DELL’ODIO
Cilento, estate del 1943. Michele ha quattordici anni e vive con la madre e le sorelle in un casolare isolato. È tardo pomeriggio quando, di ritorno da una giornata di lavoro nei campi, vede una camionetta di fascisti sulla strada che lo porta a casa. Capisce subito che sta accadendo qualcosa di terribile e, sentendosi impotente, si nasconde in mezzo ai cespugli. Mentre le donne urlano disperate, Michele viene scoperto e per non essere ucciso è costretto a scappare nel bosco. Per Michele questo evento segna la fine dell’adolescenza, l’incontro con la brutalità e la violenza. Comincia un viaggio iniziatico all’insegna della vendetta, dell’odio e del desiderio di trovare le sorelle che sono state rapite. Ferito e sconvolto viene accolto da una vecchia vicina che lo cura offrendogli un nascondiglio. Nel frattempo scopre che anche altre ragazze del paese stanno sparendo. Giovani donne strappate alle loro famiglie. Chi si cela dietro tutto questo e che fine fanno le vittime? Sono i giorni che precedono lo sbarco degli alleati a Salerno e i nazisti sono fuori controllo. Sono loro i responsabili? Michele si unisce a un gruppo di briganti, guidati da un uomo misterioso che si fa chiamare Teschio, che gli mostrerà il loro particolare codice criminale e gli insegnerà il valore dell’onore. Insieme a loro scoprirà una terribile verità.
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RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro:

Inizii a leggere “ Il tempo dell’odio “ e ti ritrovi di fronte a cose scritte da Stephen King, il che vuol dire semplicemente : iniziare con il botto. La resistenza, le camice nere, e gli spregi perpetuati su popolazioni inermi; il Cilento; una guerra che il popolo non voleva e che si trova ad affrontare con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono. Una famiglia, un figlio, che subisce quanto accade dagli avvenimenti di quel periodo, a partire da una madre che si ribella rispetto a quanto le viene imposto …. e che si impicca; le sorelle portate via; l’imparare ad odiare. E poi “ TESCHIO “, un brigante, un fantasma che incombe sull’esistenza di chi abita il Cilento, silenzioso, letale, colui che è cresciuto con l’idea di combattere contro qualcosa o qualcuno.  Le rappresaglie dei fascisti  che, di casa in casa vanno a rapire ragazze utili a soddisfare i propri istinti. Su tutto questo, troviamo Michele ed il forte trauma che vive, un trauma che lo pone al centro di queste pagine, tra streghe e mostri. Michele che considera come riferimento il voler trovare, e salvare, le sorelle, rapite e scomparse. Dal noir allo “ splatter “; ma ciò che è importante è essere messi di fronte  ad un qualcosa con cui ad oggi  in questo paese non si è riusciti a fare i conti giusti, con la storia, ci vuole essere imposta una pacificazione che assume i toni di una parificazione e tanto, troppo non torna.

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