Il tempo degli sbirri
Le storie non finiscono mai. E’ Quello che accade nella vita di due poliziotti di strada, sbirri che non hanno mai avuto paura di sporcarsi le mani nella feccia criminale e di percepire il male contagioso… E così, quando viene arrestato il direttore del carcere della loro città, la loro mente corre veloce agli eventi di quindici anni prima, quando dalla stessa prigione riuscirono ad evadere due pericolosi detenuti. Una vicenda clamorosa e dai risvolti torbidi, di cui si occuparono in prima persona….
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Maurizio Lorenzi è un poliziotto che si occupa di rimpatri. É al suo quinto libro. Questa volta partendo da due fatti di cronaca veri, ci racconta una storia fornendoci una possibile chiave di lettura dei fatti reali. Il libro, disponibile prima come ebook, è uscito a fine marzo in versione cartacea. Costruito in un presente/passato che ci racconta le indagini e la latitanza. I protagonisti di questa storia sono tanti, mi limito a citarvi gli antagonisti: i poliziotti Carena e Testoni, i fuggitivi Laurenziello e Tedesco (che sono i nomi scelti per la loro latitanza, dai due evasi veri).

Il libro inizia con l’ispettore Carena al bar, prima di entrare in servizio, che legge sul quotidiano locale di un arresto eccellente, il direttore del carcere cittadino, il comandante e sei guardie carcerarie arrestate per: “Trattamenti di favore nei confronti di alcuni detenuti e utilizzo di personale e beni dell’amministrazione per esigenze personali, come la ristrutturazione della propria casa privata.“.  Appena arriva il suo collega, il sovrintendente Testoni, gli passa il giornale. Il capitolo seguente ci porta indietro nel tempo e da inizio al racconto vero e proprio. Antonio Laurenziello e Antonio Tedesco sono a Rabat, in Marocco, sono due fuggitivi, aspettano di poter rientrare in Italia, il primo è un mafioso siciliano, il secondo un rapinatore, chiamato il re delle evasioni, altoatesino. Non vi racconterò come due uomini così diversi, evadendo dal carcere di Bergamo, si ritroveranno a Rabat, vale la pena di leggere il libro  per seguire i loro passi. L’operazione “Sepsi”, questo il nome dato all’ indagine sull’evasione, ci porterà dall’Italia alla Spagna, al Marocco per tornare in Italia. I due poliziotti coordinati dal giovane magistrato Romagnoli, riusciranno a ricostruire i fatti, troveranno un colpevole ma non saranno soddisfatti, troppi dubbi sull’evasione non verranno chiariti.

Maurizio Lorenzi ci racconta questa storia, facendoci conoscere i protagonisti, dando loro voce in una ricostruzione che pur essendo di fantasia è verosimile e permette di porsi più di qualche domanda. Lorenzi, verso la fine del racconto ci regala una frase che contiene l’essenza della storia: … “Il tempo degli sbirri è quello dilatato, dove il presente si svolge senza dimenticare, annunciatore di un futuro torbido, inquinato dal passato.” 

Non è un giallo classico ma agli appassionati del genere “crime” potrà piacere.

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