Il tempo corre piano
Nell’appartamento aleggia un’atmosfera tetra, e non è solo per la giornata d’autunno. Al commissario Tonio Buonocore il silenzio delle stanze, i soffitti bassi e soffocanti, gli ambienti freddi come la corsia di un ospedale danno un’impressione sgradevole. Nel salone la signora giace su una poltrona di pelle dallo schienale alto, il busto riverso sul ripiano della scrivania, il braccio destro penzolante. Sul pavimento, a pochi centimetri dalla mano, la pistola. Sulla tempia destra spicca fra i capelli tinti di biondo il foro brunastro del proiettile. Promemoria con il nome di un farmaco sperimentale per gravi patologie neurologiche sono sparsi per tutta la casa. Una vedova, senza figli, non accetta la sentenza di una malattia inesorabile e decide di farla finita: c’è chi non ha dubbi sull’ipotesi del suicidio. Buonocore ne ha parecchi. Un evento doloroso nel passato della vittima, forse collegato all’assenza di fotografie e ricordi personali e di oggetti di colore bianco. Il foglietto strappato da una custodia d’argento e svanito nel nulla. Il fatto che nessuno nel palazzo abbia sentito lo sparo. Interrogativi a cui fornire una risposta. E poi, quel quadro. Rappresenta la riva di un fiume e un ponte di pietra che si getta sulla riva opposta, immersa nella foschia. Personaggi in abiti scuri guardano una figura avvolta in una tunica chiara. Una donna dal volto nascosto dietro un velo sottile. La vestale dei morti.
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

Il tempo scorre piano è il nuovo romanzo uscito per la collana Giallo Mondadori del maestro del brivido Enrico Luceri, che torna con una nuova indagine che vede protagonista il commissario Tonio Buonocore, coadiuvato dall’ispettore capo di polizia Angela Garzya.

A impreziosire ulteriormente questo volume dell’autore romano è il racconto Un gusto un po’ amaro di cose perdute.

Il romanzo inizia focalizzandosi subito sulla vittima, la signora Lucia Satriano che giace sulla poltrona in pelle, con un braccio penzolante e in direzione di una pistola sul pavimento.

Il suo appartamento si presenta agli inquirenti ordinato e silenzioso, ricostruendo la scena tutto farebbe pensare a un vero e proprio suicidio. Non sembrano esserci circostanze per le quali si possa pensare a tutt’altro, ma non per il commissario Antonio Buonocore che si trova a indagare in una Napoli misteriosa, a tratti sfuggente e più enigmatica del solito.

Ma chi era la signora Satriano? Una vedova senza figli con due matrimoni alle spalle, il primo con il signor Mauro Mileto, e il secondo con il signor Osvaldo Lubrano, non più in vita e deceduto a causa di un infarto.

La signora presenta problemi neurologici, ma possono essere il vero motivo che l’hanno spinta a commettere il folle gesto?

L’occhio attento del commissario Buonocore cade su un quadro dove viene raffigurata una donna che nasconde il suo volto dietro il suo sottile velo, rappresenta la vestale dei morti.

Un’immagine tetra ed orrorifica in un appartamento ben arredato.

Il suicidio è una tesi che viene presa in considerazione dal sostituto procuratore Pierannunzi, ma non per il commissario Buonocore che dovrà fare in modo che le lancette dell’orologio non scorrano così in fretta per far sì che il caso non venga archiviato.

Ma per Buonocore e l’ispettore capo Garzya non ci sono elementi che possono portare a sovvertire la tesi del suicidio, ma ricostruendo la meccanica del suicidio il protagonista è convinto che a volte le apparenze ingannino; e allora bisogna tornare in quella stanza che nasconde un assordante silenzio e delle urla soffocate in gola, da far pensare a qualcosa di completamente differente e per certi versi inspiegabile.

Nel romanzo la meccanica del giallo funziona attraverso i giusti ingranaggi di una trama ad orologeria curata sino ai minimi dettagli dall’autore, con lo scorrere delle pagine la tensione inizia pian piano a salire e al lettore non resta che gustare quel sapore di mistero per un finale del tutto spiazzante.

Luceri costruisce un giallo ben congegnato con evidenti sfumature di thriller che prenderanno sempre più colore, soprattutto nelle battute conclusive, per una sconcertante verità che sembra fare i conti con il passato.

Tra Agatha Christie e Alfred Hitchcock restiamo sospesi rivivendo le giuste atmosfere che hanno contraddistinto il giallo che viene a sua volta mescolato al thriller e nel quale proprio Luceri si rivela ancora una volta un vero maestro.

Ad accompagnare questo prezioso volume ci sono imperdibili brani risalenti agli anni 60/70, da Luglio di Riccardo Del Turco a Sapore di sale del cantautore genovese Gino Paoli e alla più recente Rondine del 1997 della partenopea Teresa De Sio.

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