Genere:
Il giallo della villa abbandonata – Riccardo Landini
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Trama

 

Astore Rossi, un restauratore, è stato incaricato di fare una valutazione di alcuni mobili antichi nella vecchia villa fatiscente appartenuta a una nobildonna recentemente scomparsa.
L’erede, Roberta Arditi, spera di ricavare più denaro possibile, ma Astore si rende conto che i mobili sono di scarsissimo valore e in pessime condizioni. L’unico oggetto che lo colpisce è un quadro, una crocifissione in cui Cristo è ritratto in una postura inconsueta, circondato da strane figure. Decide così di rivolgersi a un esperto, il professor Zeni, il quale è certo che si tratti di una delle pochissime opere di Joseph Balkan, artista tedesco dalla fama oscura, amico di Arnold Böc­klin, al quale si attribuivano poteri negromantici tra cui quello di evocare i defunti. Zeni chiede e ottiene di poter portare nel proprio studio il quadro per esaminarlo con più calma. Due giorni dopo, mentre è intento a restaurare un tavolo, Astore riceve una visita inequivocabile… Dunque nasconde davvero un segreto, quel dipinto misterioso?

Recensione a cura di Alessandra Alioto

 

Astore Rossi è un’anima solitaria, adora la tranquillità della sua vita che si snoda tra il lavoro nella bottega di restauratore e il suo appartamento al piano superiore dello stesso stabile in via San Giorgio.

Rifugge la vita di società,  quasi come un asceta, non insegue neppure i piaceri della tavola, infatti mangia pochissimo. Ama i libri e la solitudine che gli permette di sentirsi libero.

In passato, il carcere ha sporcato la sua reputazione. Un tempo oscuro da dimenticare; isolarsi dal mondo potrebbe essere un modo veloce per lasciarsi tutto alle spalle.

Astore non fa male a nessuno, chiede soltanto di essere lasciato in pace, non cerca guai, sono i guai che cercano lui.  Paradossalmente si trova invischiato in vicissitudini tutt’altro che semplici e quiete.

Questo è il secondo giallo dell’autore Landini, nel quale il restauratore indossa le vesti di investigatore. Nel testo troviamo vari riferimenti all’avventura precedente che ha decretato Astore una specie di catalizzatore di crimini: suo malgrado gli omicidi e i reati nuotano nel suo spazio vitale come pesci carnivori che minacciano la sua vita.

In questo secondo episodio, una chiamata per una valutazione di mobili antichi sistemati in una villa fatiscente, porterà il protagonista a dover fronteggiare delitti e furti.

Partendo da una situazione di calma piatta come la vita di Astore Rossi, il quadro si ribalta: il lettore viene catapultato, insieme a lui, in una serie di situazioni molto pericolose in giro per varie città di Italia.

Il protagonista è un ingenuo e come tale si comporta, incoscientemente, fidandosi di tutti.

Quando Roberta Arditi si rivolge a lui per vendere i propri mobili ricevuti in eredità, Astore fa semplicemente il proprio lavoro, e dopo un sopralluogo alla villa, descritta dall’autore con uno stile ineccepibile, si rende conto che non avrebbe guadagnato nulla dagli oggetti contenuti nella dimora e si affida a un suo conoscente, quasi amico, per una valutazione di uno strano quadro.

L’inizio di una serie di rocambolesche avventure tra inseguimenti e sparatorie, nelle quali sono coinvolti, oltre al protagonista, un prete, una libraia, un’ associazione religiosa segreta, un tesoro di inestimabile valore che tutti desiderano.

Il passato ha il suo peso anche per i cattivi, dai quali il restauratore deve scappare per evitare di essere ucciso o incriminato di un reato che non ha commesso, altrimenti si ripeterebbe per lui un clichè già visto.

La verità deve venire a galla, è necessario per la salvezza del protagonista.

La figura femminile della libraia è sorprendentemente adatta ad Astore, l’amore ribussa alla porta del restauratore. Molti sono i colpi di scena, non soltanto criminosi quindi.

Il ritmo del giallo è incalzante, adrenalinico. Le descrizioni sono precise, sembra di vivere dentro ad ogni ambientazioni, le vedi scorrere come in un film.

La scelta dei vocaboli non è mai affrettata e scontata, un lessico ricco che impreziosisce una prosa vitale. Una piacevole lettura che ti tiene sulla corda. Non conoscevo Landini autore, avrei preferito incontrare Astore alle prese con la sua prima avventura investigativa.

In questo secondo giallo della serie, però, l’autore ha stuzzicato la mia curiosità con ripetuti riferimenti alla vicenda passata. Con me ha raggiunto lo scopo, andrò presto in libreria per rifornirmi di  Il giallo di via San Giorgio. Buona lettura!

 

 Dettagli

 

  • Genere: giallo
  • Copertina flessibile: 288 pagine
  • Editore: Newton Compton Editori (28 maggio 2020)
  • Collana: Nuova narrativa Newton
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 882273825X
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Una risposta

  1. dire che il protagonista è ingenuo mi pare un eufemismo, sembra un po’ stupido in verità, e in più di una occasione lo dice esplicitamente

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