Il codice
“Da quando sua moglie, Michelle, se n’è andata sette anni prima, Jeffy Coltrane ha lavorato per mantenere una vita apparentemente normale per sé e sua figlia di undici anni, Amity. Tutto procede per il meglio fino a quando un eccentrico tipo, noto come Spooky Ed, si presenta alla loro porta e chiede a Jeffy di nascondere un oggetto strano e pericoloso – qualcosa che lui chiama “la chiave di tutto” – dicendo a Jeffy che non deve mai usarlo. Mai, e per nessuna ragione. Ma dopo una visita di un gruppo di uomini dai tratti inquietanti, Jeffy e Amity si ritrovano ad attivare accidentalmente la chiave e a scoprire una verità straordinaria. Il dispositivo consente loro di passare tra piani paralleli allo stesso tempo familiari e bizzarri, meravigliosi e terrificanti.”
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zamignanivinci
Penna Esordiente
Alice Mignani Vinci
Assistente sociale, Criminologa, Educatore Professionale, Esperta in Comunicazione e Scienze Forensi. Laureata con lode in Scienze della Comunicazione presso l’università degli studi Roma Tre, prosegue con un secondo titolo in Scienze del Servizio sociale presso la facoltà di giurisprudenza della LUMSA di Roma, completando il percorso con un secondo 110 e lode, proclamato all’unanimità dalla commissione esaminatrice. Segue l’abilitazione come Assistente sociale. Parallelamente formazione specifica in scienze forensi e criminologiche, prima presso l’associazione A.I.P.C. di Massimo Lattanzi, poi tramite la partecipazione a numerosi corsi e seminari all’università eCampus di Roma. Attualmente laureanda in Programmazione e gestione dei servizi educativi presso Roma Tre, con indirizzo “Educatore Professionale Coordinatore dei Servizi”, e in procinto di conseguire un Master di alta formazione presso l’Accademia di Scienze Forensi (AISF) di Roberta Bruzzone ( Master in Criminologia Investigativa, Psicologia e Psichiatria Forense applicata ai Sex Offenders). Iscritta all’albo degli Assistenti sociali del Lazio, N. 4418 sez. B. Le aree di maggiore interesse professionale e di formazione specialistica sono la pedagogia della devianza, la criminologia forense applicata all’area dei reati di matrice sessuale, il servizio sociale penitenziario e l’esecuzione penale esterna. Membro dell’Osservatorio Nazionale Violenza e Suicidio presieduto dal Dott. Stefano Callipo, dove detiene una sua area di competenza criminologica. Attualmente conduce una sua rubrica televisiva (Cronaca e Crimini) come Criminologa su Cittaceleste TV, dove analizza i recenti casi sotto un profilo socio-criminologico e mediatico. Collaboratrice con varie testate giornalistiche ove fornisce contributi di genere socio-criminologico, analizzando in particolare la cronaca nera.

“Dozzine di corvi stridevano nel cielo, disegnando configurazioni che cambiavano di continuo e sembravano significare qualcosa, se solo lei fosse stata una strega in grado di leggere le scritte effimere racchiuse nel volo degli uccelli”

Dean Koontz ha una prosa e uno stile tutto suo, direi allucinato, vorticoso e onirico, così come le sue storie si dipanano fra i caratteri della fantascienza, del thriller e dell’avventura. Il Codice si presenta fin dalle primissime battute come un figlio legittimo del suddetto scrittore, con quell’atmosfera in bilico tra complotti, minacce sullo sfondo, affetti familiari che resistono a sfumature dittatoriali e apocalissi che tracciano l’umano destino, lo circuiscono, lo svuotano e lo indirizzano all’autoriflessione sul suo divenire. Questo è un Koontz puro, con le sue bellissime metafore che accompagnano la narrazione, i ritmi tesi che dal frenetico fuggire dei protagonisti si spennellano nel romantico, nelle relazioni che salvano, nella speranza come baluardo finale dell’uomo inaridito, eppur ardente di sogni, motore di cambiamento. Infinite speranze, infinite minacce: il cuore vivo del viaggio nel Codice, la summa dei temi cari all’autore, già riscontrati nel profetico Abisso, una fuga dell’uomo che rivela un tunnel di peripezie alla ricerca del futuro, verso il baluardo di una umanità ineluttabilmente contaminata dalla scienza e dalle dinamiche del potere, ma con resilienza di purezza. E qui, in questa storia di mondi paralleli, di una chiave misteriosa che ci conduce in versioni alternative della Terra, tutto appare come una metafora, un filosofeggiare alla Koontz, nel suo inconfondibile stile ricco di suggestioni e circonvoluzioni letterarie. Il viaggio rappresenta il simbolo e la chiave di volta di altre possibilità nell’affannosa ricerca di una alternativa agli scenari del dolore, per un destino che non è stato clemente nello strapparci affetti e opportunità, per scorgere un sentiero differente, pur con tutte le insidie che comporta il desiderio di un mondo parallelo “altro” dal delibare del fato. Un padre e una figlia, Jeffy e Amity, rappresentano il legame indissolubile e invincibile nel caos di orizzonti distopici, nemici dalla connotazione totalitaria e ibridi frutto di scienza scellerata: il fronte di resistenza è la purezza di un amore potente, alba di speranza che si staglia sulle asperità dell’ignoto e le ombre dell’incertezza.

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