Genere:
Giochi di ruolo
Giancarlo Caruso, il fascinoso vicequestore siciliano in servizio a Padova che i lettori hanno conosciuto in Dopo tanta nebbia e nei successivi libri delle indagini di Lolita Lobosco, dopo un anno sabbatico trascorso in Puglia e il fallimento della sua relazione con la commissaria più famosa d’Italia, accetta l’incarico di primo dirigente presso il commissariato di Manfredonia, in provincia di Foggia, nonostante presenti diverse criticità. La bellezza del paesaggio, infatti, stride con un sistema criminale che strangola l’intero territorio. Arrivato in Capitanata, nel tentativo di dimenticare Lolita, Caruso si imbarca in un paio di storie sbagliate, finché sulla scrivania non gli piomba un caso complicato. A Siponto, una frazione balneare di Manfredonia, in un villino sul mare è stato ritrovato un cadavere seduto in poltrona davanti alla tv: nel braccio era infilato l’ago di una siringa, all’interno della quale vengono rinvenute tracce di Fentanyl, un potentissimo analgesico che ormai, usato come droga, sta dilagando. La porta è chiusa dall’interno e tutto fa pensare a un’overdose, ma la fidanzata assicura che l’uomo non faceva uso di stupefacenti. L’indagine condurrà il commissario Caruso a Bologna, alla scoperta dei segreti della vittima legati al mondo dei giochi di ruolo.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Giochi di ruolo è il nuovo romanzo di Gabriella Genisi uscito per Marsilio editori. Se vi aspettavate un’indagine del commissario col tacco 12 rimarrete spiazzati, ma non delusi.

L’autrice pugliese attraverso il personaggio di Lolita Lobosco è riuscita a dare sempre le giuste garanzie, avvalendosi di una narrazione semplice e leggera catalizzando l’attenzione del lettore.

In questo noir il personaggio di Lolita Lobosco resta solo in apparenza ai margini dell’indagine, ma la sua curiosità la spinge a seguire quel tanto che basta, non invadendo e lasciando campo libero al vicequestore Giancarlo Caruso, al quale gli è stato affidato come ruolo di primo dirigente, il commissariato di Manfredonia.

Lolita Lobosco entrerà in scena nel momento opportuno e quando la situazione lo richiederà, anche perché ci sono dei precedenti che han portato al fallimento proprio la relazione con il bel commissario Caruso.

L’uomo gode del suo fascino irresistibile da diventare un soggetto conteso non solo dal commissario della questura di Bari, ma anche dal magistrato di Manfredonia, la dottoressa Alessandra Miranda, con la quale condivide una relazione.

Ma a tenere sotto scacco il bel commissario Caruso è la Società foggiana (nota come quarta mafia) che è un cartello criminale di stampo mafioso operante nella città di Foggia ramificandosi in tutte le sue provincie.

Brutale, sanguinaria che non da via di scampo, Caruso infatti è riuscito a sottrarsi da un attentato per miracolo ad opera di una cosca locale.

Come se non bastasse a rovinare il sabato mattina di Giancarlo e Alessandra è una telefonata del fidato Abbatecola che gli annuncia il ritrovamento del cadavere di un uomo in un villino nella zona di Siponto (frazione balneare di Manfredonia).

L’uomo è seduto comodamente alla sua poltrona davanti alla tv, ma nel braccio ha un ago di una siringa contenente del Fentanyl, oggi giorno denominata “la droga degli zombie”. Essendo un potente analgesico l’uomo se lo è iniettato per caso per suicidarsi, lo testimonia il fatto che la porta è chiusa dall’interno. Sembrerebbe questa l’ipotesi più accreditata, ma non per Caruso, soprattutto quando viene a scoprire che l’uomo non ha mai usato sostanze stupefacenti.

Cambiano gli scenari all’indagine che non va assolutamente archiviata come suicidio. E allora chi ha ucciso l’uomo?

Giochi di ruolo come cita il titolo del romanzo, esplora il mondo dei giochi da tavolo, la loro storia affascinante riflette sulla cultura e sulle ideologie delle società che han portato proprio alla loro creazione che risale a 5.000 anni fa.

Ma il lettore non sarà solo immerso in questo viaggio attraverso il tempo e le culture rappresentato dai giochi da tavolo, c’è un’indagine in corso che porta i protagonisti a scavare nel passato rispolverando un caso di cronaca nera avvenuto a Bologna il 12 giugno del 1983: l’omicidio di Francesca Alinovi.

La città emiliana non è solo nota per i giochi di ruolo, passatempo per tanti giovani, ma per l’assassinio della ricercatrice del Dams, un corso di laurea della facoltà di Lettere dell’università di Bologna. La ragazza scriveva per diverse riviste legate al mondo dell’arte e aveva dato un enorme contributo al nostro paese a far conoscere artisti del calibro di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, due importanti esponenti del neoespressionismo e del graffitismo americano.

Quale collegamento ci può essere tra l’omicidio avvenuto nella zona di Manfredonia e la città di Bologna che racchiude tanti di quei misteri appartenenti a un passato che non si dimentica?

Il Gargano comunemente chiamato “Lo sperone d’Italia” per la sua collocazione geografica, non è solo rappresentato dal suo promontorio montuoso a nord della Puglia, ma dalla sua spettacolare e mozza fiatante zona costiera per ritrovarsi a gustare delle cene romantiche in riva al mare, ne approfitteranno i nostri protagonisti, almeno per quel poco tempo che hanno a loro disposizione.

Sullo sfondo c’è una storia cupa, piena di segreti che conduce fino a Bologna e che porterà i protagonisti a rivivere uno dei casi più inquietanti della cronaca nera, che agli inizi degli anni 80 scosse l’opinione pubblica

Il tempo scorre in fretta, ma il cerchio senza stringersi sul misterioso assassino a cui sarà dato scacco matto grazie a un ostinato Caruso che vuol cercare la verità, anche a costo di rischiare la sua stessa vita, come gli è già capitato nel suo territorio dove riveste il ruolo di primo dirigente.

Un’altra gemma letteraria della Genisi che riesce a mettere anche in secondo piano il suo personaggio principale, creandone una sorta di spin off, a vantaggio di un altro (come Caruso) che ha davvero tanto da raccontare.

Alla fine i suoi personaggi si incrociano, si inseguono, si lasciano e si ritrovano, rendendo le storie narrate più interessanti e ricche di vicende che si intersecano tra di loro, per nulla scontate e prevedibili, Giochi di ruolo ne è la chiara dimostrazione di un’ennesima prova maiuscola dell’autrice.

Buona e avvincente lettura!

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