Genere:
Fragranze di morte
L’anziana matriarca di una dinastia finanziaria, l’«Impero delle essenze» così detto per la diffusione planetaria che ha sviluppato nel settore dei profumi, invita nella propria residenza di montagna Kindaichi Kōsuke per un incarico investigativo. Nella casa è successa una tragedia. È morto impiccato il nipote, nonché erede della dinastia; accanto a lui una giovane donna strangolata. L’ipotesi del «suicidio d’amore», secondo cui lui avrebbe ucciso lei per poi togliersi la vita, non convince la ricca signora. Varie cose non tornano, e a Kindaichi dà molto da pensare una fragranza di profumo che si solleva dai corpi.
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RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

Da qualche tempo, quanto proviene dal Sol Levante sta destando attenzione ed interesse nei lettori italiani. Non mi riferisco, come sarebbe ovvio, ai nomi più famosi da Haruki Murakami a Banana Yoshimoto, ma ad autori che stanno emergendo nel panorama delle letture nostrane. Uno tra questi è senz’altro Yokomizo Seishi che grazie a Sellerio abbiamo l’opportunità di conoscere. Conoscenza, dell’autore e dei suoi personaggi,  già avvenuta con i precedenti ma riaffermata con “ Fragranze di morte “. Seishi è morto nel 1981 ma quanto da lui scritto  ha da essere letto, anche se in ritardo. “ Fragranze di morte “ si suddivide in due; la prima parte “ L’orchidea nera “ e la seconda “ Fragranze di morte “. Nel primo possiamo trovare quanto emerge da una società che vede il lavoro come punto di riferimento. Infatti il tutto ruota attorno ai grandi magazzini Ebisuya; tra un responsabile di piano licenziato; il nuovo responsabile; la neo commessa; un direttore rampante;e due omicidi che vanno a turbare la quiete quotidiana; e soprattutto il mistero che la coppia affiatata, Todoroki, l’ispettore, e Kindachi, infallibile detective privato, un detective fuori dal comune, dovranno risolvere. Chi si cela dietro la “ dama col velo “ e perché. Come scritto sopra, con la seconda parte ci troviamo con “ Fragranze di morte “ che poi è il titolo del noir di Seishi.In questo caso è l’industria cosmetica che fa da riferimento e la serie infinita di lutti che perseguita la dinastia Matsuyo che gestisce, l’impero dei cosmetici. Lettori attenti potranno individuare il perché del riferimento alle fragranze. Se mettiamo insieme il Giappone e l’industria cosmetica, la soluzione è a portata di mano. Entrambi gli scritti di Seishi non potevano non avere la ricostruzione post bellica come elemento di sottofondo, e nemmeno tanto. Un aspetto importante è riscontrabile nella parte che viene dedicata all’elenco dei personaggi che incontriamo, i nomi ed i loro ruoli. Aspetto importante perché aiuta a districarsi non solo in legami di parentela difficili da seguire, di sicuro nel secondo, ma di sicuro nel non aver dimestichezza con nomi che possono risultare difficili da tenere a mente mentre si segue gli accadimenti. Allo stesso tempo e per motivi simili, è importante segnalare il glossario finale. Su tutto è da segnalare la tranquillità con viene descritto quanto si svolge, ci sono i morti, le indagini conseguenti, ma il tutto con la calma e la naturalezza che contraddistingue lo spirito giapponese. Il noir di Seishi è la conferma del  ruolo positivo che gli autori giapponesi hanno acquisito, ormai da tempo, nel panorama internazionale del noir.

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