Forse ho sognato troppo
La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre liscia come l’olio: vive in una graziosa villetta sulle rive della Senna, ama, riamata, il marito ebanista e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni. La sua vita oscilla tra il lavoro, che tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la famiglia, a cui si dedica con entusiasmo e attenzione. L’idilliaco quadretto si spezza però per una serie di incredibili coincidenze in seguito alle quali si trova a ripercorrere lo stesso itinerario di viaggio, tre voli in rapida successione a Montréal, Los Angeles e Giacarta, durante il quale vent’anni prima si era perdutamente innamorata del giovane chitarrista Ylian. Sta accadendo qualcosa di strano. Una mano invisibile la spinge a tornare sui suoi passi, dentro un mistero sempre più inquietante.
Hai letto anche tu il libro? Lasciaci un commento…
pvaralli
Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Ho letteralmente adorato “Ninfee nere” che ritengo (e non sono la sola) il capolavoro indiscusso di Bussi nonché uno dei libri più belli mai letti negli ultimi anni.

Dunque reggere il paragone non è facile, e infatti “Forse ho sognato troppo” a mio avviso non ci riesce. A partire dal titolo che non trovo particolarmente azzeccato.

Intendiamoci, è un libro ben scritto, la storia intriga, l’autore non smentisce la sua abilità nel confezionare colpi di scena e plot che tengono il lettore sulle spine: ma questa è una storia d’amore, di bizzarre coincidenze e di amori complicati, quanto improbabilmente assoluti.

Una storia rosa con qualche sprazzo di giallo e un paio di misteri che il lettore indovina pure facilmente, poco a che vedere con gli intrecci ultra geniali a cui il buon Bussi ci ha fin qui abituato.

Non voglio denigrare questo libro, l’ho letto d’un fiato (pur non essendo di certo un tascabile) e ho trovato, passando sopra a qualche forzatura, uno sviluppo e un climax di tutto rispetto. Ho amato più di tutti il personaggio del marito, ebanista pacato che aspetta la moglie-hostess di ritorno da ogni viaggio, accudendo le figlie e mostrandosi (quasi) sempre amorevole, nonostante lei, in fondo e di nascosto, glie ne combini di tutti i colori.

Insomma, qualcuno diceva che i film sono storie di vita comune da cui sono state eliminate le parti noiose… be’, credo valga anche per i buoni libri e in questo caso, di sicuro, parti noiose non ce ne sono, dunque l’intrattenimento è assicurato!

Non mi resta che augurarvi buona lettura che, fatte le doverose premesse, ritengo comunque caldamente consigliata.

Bussi… è pur sempre Bussi!

 

 

 

 

Dello Stesso Genere...
Psicologico
rcastelli
Ti vengo a cercare

Quando mi hanno regalato questo libro, non ero convinta che mi sarebbe piaciuto. Leggendo la trama, temevo fosse la classica storia d’amore, poco affine ai

Leggi Tutto »
Giallo
mbaldi
Una festa in nero

Alice Basso ci ha abituate ai personaggi a tempo. Le sue serie non vanno oltre i cinque libri, è un suo tratto distintivo, del resto

Leggi Tutto »

Lascia un commento