E venne il giorno. La settima indagine dell’ispettore Rubatto
Un cadavere viene rinvenuto nella cantina di un bar e immediatamente viene allertata la squadra dell’ispettore Rubatto che, a causa di un banale infortunio e della sua naturale pigrizia, si trova a dover trascorrere alcuni giorni a riposo. I suoi due fidi aiutanti, Stafano e Aceto, devono indagare, orfani del loro mentore, aggirandosi circospetti in un ambiente dove pare che i tradimenti e i sospetti siano all’ordine del giorno. Quando la situazione sembra arenarsi, Rubatto entra in scena e scioglie l’enigma risolvendo brillantemente il caso. Ironico e accattivante come sempre, anche questa volta Marco G. Dibenedetto riesce a coniugare la trama noir con le avventure, o disavventure, personali dei suoi personaggi. E con questa siamo arrivati alla settima avventura dell’ispettore Rubatto.
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Alessandra Rinaldi
Ciao a tutti, sono Alessandra. Adoro leggere, fin da bambina sono cresciuta con i libri in mano. Ho dei generi preferiti, come tutti, ma mi piace spaziare. Mi sono cimentata nella scrittura, ma ho trovato la mia dimensione nell’editing, nella correzione di bozze e nella valutazione dei testi. Mi piace entrare in contatto con gli autori, cercare di immedesimarmi nei loro pensieri, per collaborare e provare a migliorare i testi. Grazie a GialloeCucina ho la possibilità di trasferire su carta, attraverso le recensioni, le emozioni che un romanzo mi regala. GialloeCucina mi permette di scoprire nuovi autori, di leggere le interviste esclusive e di assistere alle dirette, oltre che informarmi attraverso le varie rubriche. E, dettaglio da non trascurare, ho la possibilità di migliorare la mia scarsissima esperienza in cucina. Cosa c’è di meglio che mangiare un buon pezzo di torta, sorseggiando un calice di vino mentre si legge un buon libro?

Fino a che punto si può arrivare per soldi? A cosa può spingere l’avidità? Questi gli interrogativi che emergono durante la lettura del romanzo.

Una donna viene trovata morta, in apparenza uccisa da un’unica coltellata. Chi era Nives Pacchiega? Cosa nascondeva? Chi frequentava?

Accompagnati dallo slogan “Rubatto docet” l’ispettore Rubatto e i suoi subalterni Stafano e Aceto si troveranno a dover risolvere un caso complicato che li porterà a confrontarsi anche con il mondo dell’edilizia.

La vicenda è ambientata a Torino e le descrizioni della città, delle piazze e delle strade sono minuziose e accurate.

Un giallo raccontato nell’arco di quattro giorni, con un’alternanza dei personaggi, nelle varie ore della giornata, che lo rende più coinvolgente.

La narrazione in terza persona permette la visione dei fatti dai vari punti di vista e trasforma le scene in una movimentata caccia al colpevole.

La scrittura ben delineata e i dialoghi realistici rendono la lettura divertente, anche soprattutto grazie ai comportamenti di Rubatto, costretto a casa per un leggero infortunio, che ci provocano continui sorrisi.

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