Genere:
Dolce da morire
Olga Cazzaniga Peroni è una brianzola ironica e pungente. Il timore che il fidanzato della nipote possa rivelarsi un cacciatore di dote la spinge ad assumere l’investigatore privato Franco Reali. Quello che inizia come un incarico di routine non solo porterà a risvolti inaspettati, ma stravolgerà la vita di Reali. Alle prese con usurai, criminalità organizzata, una bionda femme fatale e le continue interferenze di Olga, Reali dovrà dar fondo a tutte le sue risorse per sventare un pericoloso disegno criminale e salvaguardare l’incolumità di tutte le persone coinvolte.
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Devo dirlo: Olga Cazzaniga Peroni è insopportabile. Impicciona all’inverosimile, parla quando dovrebbe tacere, incapace di stare al suo posto, abilissima a rompere le uova nel paniere a chiunque, però… però… è un gran personaggio! Una donna che non si dimentica facilmente.
Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori hanno costruito una storia divertente ma non priva di suspense, densa di personaggi a tutto tondo, intelligente, scoppiettante e geniale al tempo stesso. I dialoghi si susseguono serrati, le schermaglie fra Olga e Reali fanno da contorno a una vicenda tutt’altro che banale, una indagine che inizia come una faccenda di routine tra cliente e investigatore privato, poi si snoda e si complica fino a incontrare usura, criminalità organizzata e perfino la mafia dell’est. Il tutto condito da grande ironia e leggerezza che ti fanno venire voglia di scoprire, pagina dopo pagina, ciò che quei due (Aicardi e Pastori) si sono inventati per intrattenerci. E che dire del “Nero”? E la “Frau”? E i giochi di parole? Io, da enigmista, non posso che apprezzare!
Olga è un poco sovrappeso ma non se ne cura troppo, e poi la passione per i dolci la fa da padrona. La dieta? La incominciamo un’altra volta!
Una donna determinata e impulsiva, in perenne conflitto con la madre volitiva (non per niente la chiama Frau!) Una che va dritta al punto, la nostra Olga, costi quel che costi. Paura di fare figuracce? Di disturbare? Discrezione? Non sa cosa siano.
La storia si snoda tra Milano e la Brianza, e anche la città è un po’ protagonista; la trama gialla regge bene ma la vera forza di questo romanzo sono le battute, soprattutto quelle di Olga. Un esempio? “Di-vanity Fair”, che ci sottolinea quanto la donna ami dedicarsi allo sport estremo “spalmarsi sul divano”.
Insomma ragazzi, vi tocca leggerlo. Così scoprirete (tra gli altri esilaranti dettagli) perché in famiglia le figlie si chiamano tutte con un nome che inizia per O.
Io, comunque, mi sono divertita un sacco.

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