Dolce da morire
Olga Cazzaniga Peroni è una brianzola ironica e pungente. Il timore che il fidanzato della nipote possa rivelarsi un cacciatore di dote la spinge ad assumere l’investigatore privato Franco Reali. Quello che inizia come un incarico di routine non solo porterà a risvolti inaspettati, ma stravolgerà la vita di Reali. Alle prese con usurai, criminalità organizzata, una bionda femme fatale e le continue interferenze di Olga, Reali dovrà dar fondo a tutte le sue risorse per sventare un pericoloso disegno criminale e salvaguardare l’incolumità di tutte le persone coinvolte.
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Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Devo dirlo: Olga Cazzaniga Peroni è insopportabile. Impicciona all’inverosimile, parla quando dovrebbe tacere, incapace di stare al suo posto, abilissima a rompere le uova nel paniere a chiunque, però… però… è un gran personaggio! Una donna che non si dimentica facilmente.
Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori hanno costruito una storia divertente ma non priva di suspense, densa di personaggi a tutto tondo, intelligente, scoppiettante e geniale al tempo stesso. I dialoghi si susseguono serrati, le schermaglie fra Olga e Reali fanno da contorno a una vicenda tutt’altro che banale, una indagine che inizia come una faccenda di routine tra cliente e investigatore privato, poi si snoda e si complica fino a incontrare usura, criminalità organizzata e perfino la mafia dell’est. Il tutto condito da grande ironia e leggerezza che ti fanno venire voglia di scoprire, pagina dopo pagina, ciò che quei due (Aicardi e Pastori) si sono inventati per intrattenerci. E che dire del “Nero”? E la “Frau”? E i giochi di parole? Io, da enigmista, non posso che apprezzare!
Olga è un poco sovrappeso ma non se ne cura troppo, e poi la passione per i dolci la fa da padrona. La dieta? La incominciamo un’altra volta!
Una donna determinata e impulsiva, in perenne conflitto con la madre volitiva (non per niente la chiama Frau!) Una che va dritta al punto, la nostra Olga, costi quel che costi. Paura di fare figuracce? Di disturbare? Discrezione? Non sa cosa siano.
La storia si snoda tra Milano e la Brianza, e anche la città è un po’ protagonista; la trama gialla regge bene ma la vera forza di questo romanzo sono le battute, soprattutto quelle di Olga. Un esempio? “Di-vanity Fair”, che ci sottolinea quanto la donna ami dedicarsi allo sport estremo “spalmarsi sul divano”.
Insomma ragazzi, vi tocca leggerlo. Così scoprirete (tra gli altri esilaranti dettagli) perché in famiglia le figlie si chiamano tutte con un nome che inizia per O.
Io, comunque, mi sono divertita un sacco.

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