Da quanto tempo non piangi, capitano De Nittis? – Paolo Regina
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.
Da quanto tempo non piangi, capitano De Nittis? – Paolo Regina

Trama

Gaetano De Nitts è un finanziere atipico, solitario e amante del blues, dal cuore incostante. Di origine pugliese, vive suo malgrado a Ferrara, la cui tranquillità viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere con la testa mozzata e privato del cuore. Mentre il capitano dei carabinieri Cuviello, storico antagonista di De Nittis, prova a far luce sul mistero, al finanziere viene affidato l’incarico di sorvegliare un preziosissimo e antico violino che verrà suonato dopo decenni di silenzio da una virtuosa musicista giapponese. Ma proprio durante il concerto alla biblioteca di Ferrara lo strumento verrà rubato sotto gli occhi del finanziere. Lo scacco subito dal capitano lo induce a gettarsi a capofitto in una complicata indagine che lo porterà fino alla città della liuteria, Cremona… Nel frattempo, Cuviello arranca e non riesce a fare progressi sul brutale omicidio. Quell’inchiesta è decisiva per lui, un altro fiasco implicherebbe necessariamente un trasferimento forzato e l’addio ai suoi sogni di carriera. L’unica cosa che ha scoperto è che il corpo decapitato è di un noto ristoratore ferrarese, di cui ha rintracciato i due figli. In preda al panico, il carabiniere decide di chiedere un aiuto ufficioso proprio al suo acerrimo ma brillante nemico De Nittis. La soluzione alla quale giungerà si rivelerà inaspettata e sconcertante…

Recensione a cura di Manuela Baldi

Ritroviamo il capitano della Guardia di Finanza, Gaetano De Nittis, alle prese con un nuovo caso, il terzo. De Nittis deve indagare sulla sparizione di un violino antico, avvenuta sotto i suoi occhi. Cosa mi è piaciuto di questo libro? Mi piacciono i personaggi seriali in questo caso un investigatore atipico perché della Guardia di Finanza, mi piace l’ambientazione, ci troviamo a Ferrara. Mi piace molto la contrapposizione con il capitano dei carabinieri Cuviello, macchietta dell’incapace che fa carriera solo perché raccomandato. Mi è piaciuta la descrizione del rapporto di De Nittis con Chiara, ragazzina che incontra, con esiti assai dolorosi, e che lo coinvolge, forse perché nel suo smarrimento, ritrova il proprio. Tornando alla trama, la storia in sé è coinvolgente, nelle pagine in corsivo è la persona che ha ucciso che racconta in prima persona: “ Un tostapane. Di quelli vecchi, in metallo pesante, che si usavano un tempo. Avete mai ucciso un uomo con un tostapane?  Io  l’ho fatto.”… la frase che avete appena letto è l’incipit. Converrete con me che incuriosisce, spinge ad andare avanti.

Il racconto fila bene e la scrittura di Paolo Regina è pulita, esce anche la vena ironica, iniziando dalla descrizione del capitano Cuviello: “ un omino dall’aria marziale si fece largo tra i militi che presidiavano la scena…” e poi ancora sparsa qui e là e riferita sempre allo stesso personaggio. Il racconto porterà alla soluzione dei crimini commessi, come ci si aspetta da un giallo, le vicende sentimentali di De Nittis rimarranno aperte e chiuderà con una nota di tristezza piena di speranza.

Consigliato a chi già conosce le avventure del Capitano De Nittis, sicuramente non rimarrà deluso.  A chi ama gli investigatori deduttivi, a chi pensa che anche il luogo abbia molto importanza nella narrazione.

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 240 pagine
  • Editore: SEM (18 marzo 2021) 
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8893903164
  • ISBN-13: 978-8893903165
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