Genere:
Chi uccide Lesbo?–Umberto Lenzi
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Trama

In una Milano livida e gelata un serial killer uccide donne lesbiche che si incontrano in un club esclusivo. Il commissario Ruinas fatica a trovare il bandolo della matassa perso anche dietro ai propri pensieri, ai rimpianti e ai rimorsi. Qual è il movente di questi efferati omicidi? In un crescendo di tensione l’indagine procede ma la polizia sembra arrivare sempre un passo dietro l’assassino fino alla svolta finale che rappresenta una vera e propria resa dei conti e dove nessuno può più nascondere le proprie angosce.

Voce di Massimo Ghigi

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Recensione a cura di Massimo Ghigi

Ero veramente curioso di leggere questo thriller scritto nel 2010 ma uscito postumo nel 2018, solo dopo la scomparsa dell’autore, il mitico Umberto Lenzi, scrittore, sceneggiatore ma soprattutto grande regista del cinema ‘di genere’ italiano dai primi anni ’60 fino alla fine degli anni ’80 e oltre; Lenzi è stato uno dei grandi registi del cinema ‘poliziottesco’ ma ha spaziato nei generi più disparati passando anche attraverso il thriller.

Questo libro è un gran bell’omaggio proprio al genere thriller degli anni ’60-’70, mi viene in mente subito il film ‘6 donne per l’assassino’ del grande Mario Bava solo per citarne uno, film dove un imprendibile serial killer fa mattanza di giovani donzelle;come il titolo indica esplicitamente, nel caso del libro di Lenzi, tutte le vittime sono accomunate dal fatto di essere lesbiche e, altro fatto che le lega, sono tutte ragazze che frequentano o hanno frequentato il club Vogue.

Chi ama il cinema thriller all’italiana qui ritroverà le atmosfere di quelle pellicole, il terrore e l’angoscia delle vittime in procinto di essere macellate a colpi di stiletto, la frustrazione delle forze dell’ordine che sono sempre un passo indietro rispetto all’assassino e sembra non riescano a porre fine all’impressionante ‘body count’.

Lenzi scrive un romanzo veloce e con un buon ritmo, senza soffermarsi particolarmente nel tratteggiare la psicologia dei personaggi che, comunque, hanno tutti una propria fisionomia ben definita; l’autore poi non risparmia dettagli nella descrizione dello scempio che l’assassino fa delle ragazze ed è veramente bravo nel creare tensione soprattutto nei momenti in cui il killer colpisce.Ambientazione e personaggi coinvolti fanno sì che tutto il libro sia caratterizzato da un clima morboso, torbido e malsano, tra tradimenti, traumi infantili e scheletri nell’armadio fonte di inevitabili ricatti.

Come da copione la polizia non fa una bella figura salvo poi riscattarsi con una intuizione finale del nostro commissario Ruinas; il colpo di scena finale quando il colpevole getta virtualmente la maschera conclude degnamente un’opera molto godibile.

Per finire, strepitosa l’autoironia di Lenzi quando l’ispettrice Giancarla ‘Mina’ Giannini, in casa del commissario Ruinas, afferra un DVD dal titolo: “Milano odia: la polizia non può sparare” chiedendo se fosse un bel film e ricevendo come risposta da Ruinas un lapidario: “E’ una boiata pazzesca!” (nota bene, “Milano…” è un film proprio di Umberto Lenzi del 1974!).

Alla prossima!

Dettagli

  • Genere:Thriller
  • Copertina flessibile:256 pagine
  • Editore:Golem Edizioni (5luglio 2018)
  • Collana:Le vespe
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8885785131
  • ISBN-13: 978-8885785137
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