Genere:
Chi muore giace – Marina Bertamoni
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Trama

Chi è Amélie McFiennes, la scrittrice di romanzi rosa a sfondo erotico che vende milioni di copie in tutta Europa? Nessuno lo sa. L’autrice senza volto tutela la propria privacy in maniera ossessiva, ma in realtà dietro quel nome si nasconde Angelo Di Dio, un giovane uomo dal talento originale che ha dovuto scegliere uno pseudonimo per pubblicare i propri romanzi dopo un brutale fatto di sangue in cui è rimasto coinvolto. Un provvidenziale test del DNA ha restituito la libertà ad Angelo, ma non la fiducia negli esseri umani. Per questo si rifugia in una cascina nelle campagne tra Lodi e Crema, isolato da tutto e da tutti, dedicandosi alla sola attività che gli dia soddisfazione: la scrittura. Grazie a quello stesso test, però, l’ispettrice Luce Frambelli riesce a smuovere le acque di un caso di omicidio che la tiene impegnata da settimane: il profilo genetico di una donna strangolata, non identificata, risulta compatibile con quello di Angelo. I due sono inequivocabilmente fratelli. Ma c’è un piccolo particolare: Angelo Di Dio è figlio unico, o almeno così ha creduto fino a quel momento. Frambelli indagherà per scoprire l’identità del feroce assassino, aiutata dai colleghi della Questura di Lodi, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra il sospetto e un’attrazione per Angelo che diviene lentamente un’ossessione. Anche lo scrittore condurrà la propria ricerca personale, muovendosi tra Lodi, Milano e la Spagna, consapevole del rischio che la sua vita ne possa uscire sconvolta.

Recensione a cura di Paola Varalli

L’ispettrice Frambelli porta un nome originale: Luce, non Lucia, proprio Luce. Un nome luminoso per una donna ambiziosa e intelligente ma che ha anche lati oscuri e qualche cerotto nell’anima.

Luce Frambelli ha un compagno, Davide, con il quale trascina un rapporto ormai alla frutta, e ha pure una immediata attrazione per il bell’Angelo, misterioso quanto solitario personaggio, che si è esiliato nelle campagne del Lodigiano per scrivere (nascosto dietro a uno pseudonimo femminile) best-seller erotici che vanno alla grande in tutta Europa.

Lo scrittore ha i suoi buoni motivi per nascondersi: nessuno deve avere modo di rintracciarlo.

Generatore di corrente, pozzo per l’acqua, diritti d’autore accreditati su conto anonimo, auto di proprietà della casa editrice, casella postale invece dell’indirizzo, scheda telefonica altrui… insomma: autonomia e niente tracce! Trovarlo potrebbe rivelarsi un’impresa titanica.

Luce Frambelli indaga sull’ omicidio di una donna e Angelo Di Dio indaga su se stesso (tra una crisi di panico e l’altra) scavando nel passato, ma i destini e le indagini – in qualche modo – si intrecceranno, svelando segreti sconvolgenti tenuti nascosti per anni.

Marina Bertamoni ha una scrittura fluida, molto godibile. Non ci sono ridondanze, eccessi o aggettivi inutili, non ci sono descrizioni “splatter” o cadaveri in decomposizione con relativo indugio sul particolare raccapricciante. C’è, invece, tutto quello che serve a un “plot” ben congegnato: personaggi definiti e trama articolata ma scorrevole allo stesso tempo. Anche l’uso del “presente” ci cala con prepotenza nella storia: siamo lì mentre il sovrintendente Calligaris evita a Luce Frambelli, pensierosa e distratta, di finire sotto a un tram e siamo sul volo per Barcellona insieme a Angelo che va a cercare le sue radici nella penisola Iberica. Complessivamente una storia intrigante e ben raccontata.

Assolutamente consigliato a chi cerca un giallo intelligente e con un buon ritmo, non privo di colpi di scena. Sconsigliato, invece, a chi vorrebbe sangue, coltelli e “truculenze”. Qua non ci sono.

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 180 pagine
  • Editore: Frilli (20 Ottobre 2017)
  • Collana: Noir
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8869432270
  • ISBN-13: 978-8869432279

 

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