Balfolk killer — Franco Busato
Capodanno duemiladiciotto. Allo scoccare della mezzanotte, sotto il bagliore dei fuochi d’artificio, una donna viene uccisa nel parcheggio della stazione ferroviaria della Bovisa a Milano. Solo Molina, l’ex bibliotecario protagonista del caso del Delitto a Villa Arconati, si trova suo malgrado coinvolto: la vittima era una sua amica. Molina promette a se stesso che scoprirà chi l’ha uccisa. Con le sue intuizioni, le sue amicizie improbabili e i suoi estrosi suggerimenti anonimi, anche questa volta aiuterà la polizia a dipanare la matassa di questa storia ambientata nel mondo del ballo folk milanese, tra locali da ballo, corsi di danza, musicisti e canzoni folk: una colonna sonora reale coinvolgente come il romanzo. Un libro da leggere e danzare. Voce di Paola Varalli [bandcamp width=100% height=120 track=1339443208 size=large bgcol=ffffff linkcol=0687f5 tracklist=false artwork=small]
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Penna Esordiente
Paola Varalli
Paola Varalli, nata sul Lago Maggiore, vive a Milano; di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci Obbligati (nov. 2017) L'Antiquario del Garegnano (nov. 2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (ott. 2021) tutti ambientati a Milano. Le sue protagoniste sono note come "le squinzie". Con Oakmond Publishing, solo in ebook, ha pubblicato la raccolta di racconti: Trilogia milanese. È stata finalista e menzionata in varie edizioni del Garfagnana, di Giallo Garda e al premio letterario La quercia del Myr, che nel 2023 l’ha vista vincitrice assoluta con il giallo Tira mòlla e messèda, (le indagini del bar William) Todaro editore. Sempre con Todaro Editore nel 2020 e 2021 aveva pubblicato, in precedenza, i lunghi racconti “Mani bucate” e “Che afa fa” sulle antologie "Quattro volte Natale" e "Odio l'estate" dando vita a personaggi della Milano da bere (anni '80) che ruotano intorno al Bar William di via Lomazzo. L’idraulico Pino con Marietto, virile e gommista, e il barista Viliam sono gli investigatori “sui generis” che conducono indagini amatoriali tra il serio e il faceto. Con questi personaggi ha pubblicato: Tira mòlla e messèda nel 2023 (4 ristampe) e Alba tragica nel 2024 (già in ristampa). Entrambi per i tipi di Todaro. Ha novelle e storie brevi sparse su più di venti antologie, la sua "carriera letteraria" è incominciata nel Lontano 2006, vincendo il concorso "Corpi" indetto dalla rivista Marea di Genova con il racconto "Crisi di identità". Da allora non la ferma più nessuno. Attualmente sta scrivendo la terza avventura del Bar William. Con il blog giallo&cucina collabora da diversi anni con recensioni e rubriche rigorosamente a tema “libresco”.

Solo Molina è uno strano detective. Inanella spesso aggettivi, oppure sinonimi, o ancora avverbi nel suo discorso, ma sempre nel numero di tre: “Capisco il suo stato d’animo, la sua angoscia, la sua afflizione…” oppure: “Io sono colui che la guiderà nell’incanto, nella soavità, nella piacevolezza della musica folk”. Questa caratteristica ce lo rende molto riconoscibile nei dialoghi e nel rapporto con gli altri “attori” della storia.

Stranezze lessicali a parte, Solo Molina è un personaggio multi sfaccettato, dalle mille risorse: lo cercano in tanti, per questo motivo conduce un’esistenza da fuggiasco e vive guardingo. Ha imparato a diventare invisibile, quando serve. Ha un gatto certosino e chiama “zio” l’albero di tiglio sotto casa.

Non fraintendiamo… non è matto, anzi, ha una mente sottile, incline alla speculazione. Diciamo che pur essendo un uomo molto particolare, non privo di fascino, al momento giusto sa cosa fare e sa a chi rivolgersi.

Molto interessante questo secondo lavoro di Franco Busato, che ci confeziona un noir dal sapore tutto milanese, che occhieggia all’hard boiled solo per il personaggio di Molina (che vedrei bene con un impermeabile alla Humphrey Bogart) ma che ha tutta la struttura del giallo classico, indagine, commissaria di polizia, ispettori, scientifica…

Co-protagonista una Milano by night, con i circoli Arci in cui si balla folk.

L’autore ha una scrittura chiara, a tratti ironica, con ritmo, spunti ben dosati e colpi di scena accattivanti. L’uso della terza persona e del tempo passato consentono un quadro d’insieme delle vicende, senza per forza dover restare attaccati al protagonista per tutta la storia, a tutto vantaggio dei salti di luogo e di tempo.

In conclusione, un giallo ben scritto, molto godibile e assolutamente consigliato.

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