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Arrigoni e il delitto in redazione
Milano, 1958. Leonardo Bruni dirige l’omonima e fortunata casa editrice con sede in Porta Venezia. Tra i suoi collaboratori spicca Alberto Masserini, correttore di bozze poi promosso a redattore capo dopo aver scovato e fatto pubblicare un romanzo di successo. La sua fortuna però si esaurisce presto, perché viene trovato con la gola squarciata nel suo appartamento in via Settala. L’assassinio del giovane e brillante redattore capo porta Arrigoni a indagare in un ambiente per lui del tutto nuovo, quello dell’editoria. Il caso si presenta piuttosto complicato: l’omicidio è avvenuto a casa della vittima, ma non c’è traccia di forzature alla porta d’ingresso né tanto meno impronte digitali: l’assassino ha agito con freddezza e lucidità. L’indagine mette il commissario in contatto con i vari personaggi che hanno a che fare con la casa editrice: l’editore, la moglie e i componenti dei diversi reparti, più il classico ricorso alla portinaia della vittima. Ma non ne esce un gran che, se non che il defunto aveva una forte passione per le donne e il gioco d’azzardo. L’inchiesta si allarga così coinvolgendo anche conoscenze extra lavorative del Masserini… La soluzione del caso alla fine arriverà nel modo più inaspettato e imprevedibile, con la scoperta di un assassino assolutamente insospettabile.
Ognuno ha un segreto. Ma l’editore ne aveva uno di troppo.

Arrigoni e il delitto in redazione è l’ultimo romanzo di una delle più autorevoli firme del giallo italiano, il milanese Dario Crapanzano scomparso l’ottobre dell’anno scorso all’età di 81 anni.

Il suo personaggio, il commissario Arrigoni è entrato ormai nel cuore degli amanti di quel giallo tradizionale, ricorda molto il Maigret di Simenon, ma qui siamo in una Milano retrò e nel 1958.

Anno che verrà ricordato per la leggendaria rapina di via Osoppo al quale ispirò il film  sequel diretto da Nanni Loy “Audace colpo dei soliti ignoti”.

Nel caso del romanzo Arrigoni dovrà indagare sull’omicidio del capo redattore Alberto Masserini, prezioso collaboratore di Leonardo Bruni che dirige con grande successo la sua casa editrice con sede in Porta Venezia.

Il giovane verrà trovato morto presso la sua abitazione. La squadra composta dagli stretti uomini di fiducia Di Pasquale e Giovine che saranno chiamati ad affiancare il loro commissario sempre più vicino alla pensione, ma l’intuito di Arrigoni porterà l’assassino alla fatidica resa dei conti.

Un’indagine particolarmente complessa, si dovrà cercare tra i vari componenti della casa editrice, tra donne a cui il bello e aitante Masserini ha fatto perdere la testa e scommettitori incalliti per la mania del giovane al gioco d’azzardo.

Ma si sa che nel più classico dei gialli il colpevole è sempre colui che il lettore non si aspetta e sembra di stare tranquillo li nel suo angolino, dopo aver colpito inesorabilmente e di essersi macchiato di un crimine, spezzando la vita in questo caso, di un giovane con una carriera in ascesa.

Ad Arrigoni lo aspetta tutte le sere la moglie Lucia che gli ricorda di mettersi a dieta e al tempo stesso c’è l’appuntamento fisso in tutte le case degli italiani con la Televisione.

Durante gli anni 50 cavalcavano l’onda trasmissioni che hanno scritto la storia di quell’epoca, basti pensare alla celebre Lascia e raddoppia di uno dei presentatori più longevi di sempre, il grande Mike Bongiorno.

Se il 1957 fu l’anno che i telespettatori non vedevano l’ora che iniziasse il loro programma pubblicitario preferito il Carosello, nell’anno successivo il 1958 vide trionfare il pugliese Domenico Modugno al festival di Sanremo con la canzone Nel blu dipinto di blu ( Volare ).

Quanto sono fondamentali nei romanzi di Crapanzano le mura domestiche nella vita del commissario Arrigoni?

Tanto, se pensiamo che la giornata del buon commissario si conclude davanti a un brodo caldo che lo aspetta  tutte le sere, soprattutto ora più leggero che mai a causa di una dieta che incombe; però come si dice la notte porta consiglio al bravo Arrigoni e le cellule grigie (come direbbe il buon Poirot) lavorano proprio quando ormai è calato definitivamente il sipario sulla sua giornata.

Ed è cosi che l’ottimo Crapanzano ci ha raccontato in tutte le sue preziose opere, uno spaccato di un’Italia tra crimine e stile di vita, tra usi e consuetudini alla quale molti lettori soprattutto di una veneranda età, si riconoscono e ricordano.

Arrigoni e il delitto in redazione è l’ultima indagine devo dire con forte rammarico e tristezza, del buon Arrigoni, l’autore ci lascia con un altro giallo di alta scuola dello stesso identico livello dei precedenti, personalmente già dal suo primo romanzo Il giallo di via Tadino mi affezionai alle sue opere da custodirle tutte con me, perché è risaputo che nelle biblioteche degli amanti del genere non possono sicuramente mancare.

Grazie di tutto Dario

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