Al momento opportuno
Trama A Lerici, nel corso di un autunno incredibilmente freddo, la giovane e affermata pittrice Tullia Renzi scopre il cadavere di due anziane signore e della loro domestica, tutte e tre torturate con strani segni sul viso simili a incisioni rituali. I sospetti degli investigatori, guidati dal giovane e prestante capitano Zani, si appuntano su un gruppo di conoscenti e amici che vivono l’uno accanto all’altro. Le indagini spaziano tra lontani episodi di guerra e infiltrazioni mafiose, tra rivalità spicciole e insospettate scoperte sugli indagati, mentre l’opinione corrente spinge per un serial killer e ne tratteggia plausibili profili. Quando altre due donne vengono assassinate con le stesse modalità, il sospetto di trovarsi di fronte a un maniaco diviene sempre più pressante. Vi si rassegna anche il capitano Zani, pur propenso, per esperienza e carattere, a continuare a credere a una soluzione meno mediatica e più casalinga, legata a vicende interne al gruppo. Prospettiva che pure lo tormenta, perché tra i sospettati c’è anche Tullia, con cui ha incominciato una promettente storia d’amore, nonostante i nodi irrisolti della sua vita privata.
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Recensione a cura di Manuela Biondi

Ogni giallo che si rispetti ha il suo detective e Al momento opportuno non trasgredisce la regola, anzi la raddoppia! Tullia Renzi e Niccolò Zani sono infatti la coppia di investigatori che le colte autrici, Macciocu e Moreschi, hanno messo al centro della vicenda, narrata nel loro primo romanzo a quattro mani e ripresa nei successivi.

Il capitano Zani conduce le indagini secondo le modalità di un poliziotto tradizionale, seguendo procedure e protocolli, mentre la pittrice Renzi si fa guidare da sentimento, istinto e passione, caratteristiche che emergono nelle ricerche del colpevole, ma anche nella storia d’amore col bel capitano. È con questa coppia che le autrici conducono il lettore in mezzo a uccisioni efferate e a cadaveri dimenticati da anni, alimentando l’orribile ipotesi di un serial killer, che si aggira per i tranquilli paesini liguri.

Ma nel giallo le cose non sono mai come appaiono, perché un bravo scrittore nasconde sempre la verità al lettore, anche se non riesce mai a celare completamente quegli indizi che aiutano a capire l’identità dell’assassino, prima della rivelazione dell’ultimo capitolo! Seguendo l’impostazione di un classico romanzo di Agata Cristhie, è così possibile delineare gradualmente il ritratto del falso serial killer che, come quasi tutti i personaggi del romanzo, a iniziare dalla stessa Tullia, ha nodi irrisolti nella sua vita privata, ma anche una meschineria egoistica e vile, che sarà rivelata da chi nel romanzo appare al momento opportuno: il cane Coso.

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