Oggi Parliamo Con...

Nicola Rocca

A cura di Adriana Rezzonico

E’ con noi oggi Nicola Rocca. Grazie per aver accettato l’invito.

Grazie mille a voi per avermi accolto.

Come mai ti affascina il thriller psicologico?

Non sono affascinato solamente dal thriller psicologico, ma da tutto ciò che è thriller.

Lo sono sempre stato. La mia passione per questo genere, che inizialmente sfogavo guardano i film, risale a quando ero ragazzino.

Ricordo ancora il primo film che vidi: avevo dodici anni e mi imbattei in Profondo Rosso, di Dario Argento.  Da quel momento ho capito che il thriller, il giallo e il mistero sarebbero stati la mia passione.

Ci furono tante delusioni in seguito. Perché non tutti i thriller sono all’altezza di un capolavoro come Profondo Rosso.

In seguito, questa passione si trasferì anche nei libri dello stesso genere, senza mai abbandonare i film.

Infine, quando scoprii la passione per la scrittura non avrei potuto fare altro che scrivere storie thriller. Unire due passioni in una non è roba da tutti i giorni. Quindi, quando ho avuto l’occasione, ho preso la palla al balzo.

Raccontaci Nicola quando non scrive

Nicola quando non scrive pensa. Immagina. Sogna. Elabora. Riflette.

Ha sempre in testa storie da raccontare, capitoli da concludere, discorsi da chiudere, tasselli da incastrare, colpi di scena da creare ad hoc.

Insomma, Nicola è in perenne caccia di idee. Questo è un bene, per carità. Ma a volte potrebbe perfino essere un poco fastidioso. Perché? Provate voi ad alzarvi nel cuore della notte solo ed esclusivamente per appuntarvi un’idea su un foglio di cartastraccia.

Nonostante il fastidio, però, lo rifarei anche in altre 100 vite. Perché quella che oggi è solo una semplice idea tra un anno potrebbe essere un romanzo mozzafiato. Thriller, ovviamente 😉

Grazie per il tuo tempo. Ci daresti tua ricetta e citazione preferita?

Grazie a voi per avermi scelto.

Ricetta? Be’, se avessi la ricetta per il thriller perfetto, i miei romanzi non sarebbero dove sono, ma sarebbero in cima a tutte le classifiche. Scherzi a parte, non credo che esista una ricetta perfetta e universale. Sono però convinto che ci siano degli ingredienti che in un thriller non possono mai mancare. Come, ad esempio, mezzo litro di brivido, tre etti di suspense tagliata a tocchetti, una spolverata di colpi di scena qua e là. Il tutto guarnito dall’effetto page-turner, ovviamente da aggiungere a cottura ultimata. 😉

Mentre la mia ricetta culinaria preferita è molto più semplice: tagliata di Black Angus con rucola e scaglie di grana. Media cottura, ovviamente. Accompagnata da un ottimo vino toscano.

Di citazioni ne avrei a bizzeffe, ma oggi, agli amici di GialloeCucina, vorrei lasciare questa. Per invitare chiunque a rincorrere i sogni in cui credono, fino allo sfinimento. Non è mia, è di Wiston Churchill, e fa grossomodo così: “Mai arrendersi! Mai. Mai. Mai. Mai.”

Be’, il concetto mi sembra chiaro. Voi che dite?

Un saluto ai lettori di GialloeCucina e buona lettura con “Due gocce d’acqua”

Con grande affetto, voglio salutare gli amici di GialloeCucina. E lo faccio con una citazione estratta da “Due gocce d’acqua”, il mio ultimo romanzo thriller.

“Ci sono cose che, per il bene di tutti, è meglio non escano allo scoperto”.

Quindi, non mi resta che augurare a tutti buona lettura, buon appetito e… Buona Suspense!

 

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