Oggi Parliamo Con...

Oggi parliamo con… Maurizio Blini

Buongiorno e grazie per l’accoglienza. Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?

 

Sono un vecchio sbirro che sognava di diventare una rockstar ma non ci è mai riuscito. Ho iniziato a suonare da giovanissimo e devo proprio dire grazie a questa mia grande passione se poi nel tempo mi sono messo a scrivere romanzi. Sono partito da testi per canzoni, storie raccontate e suonate. Io sono figlio del mio tempo e il mio tempo, all’epoca, era quello dei cantautori, dei cantastorie. Liberata la storia dai vincoli metrici, ho scritto racconti. E poi romanzi. Leggo perché mi piace, mi rilassa, mi libera. Forse scrivo per lo stesso motivo.

 

I tuoi romanzi, come nasce l’idea?

 

Tutto è sempre molto casuale. Spesso l’idea ti raggiunge quando meno te l’aspetti. A volte non sei nemmeno preparato nell’accoglierla. Navigo a vista spesso con una storia scritta in poche righe in un foglietto di carta. Poi si elabora, si lavora con la fantasia, spesso con i ricordi.

 

Dove scrivi? Hai un “luogo del cuore” dove trovi ispirazione?

 

Scrivo al PC nel mio studio. L’ispirazione spesso è una scusa. Bisogna concentrarsi e cercare dentro di sé la storia da raccontare. Poi tutto prosegue con un certo ritmo scandito da pause di “pigrizia umanitaria”, stanchezza, a volte paranoia, soprattutto se si parla della morte.

 

 

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

 

Silenzio assoluto. Da buon musicista ho imparato ad apprezzare il silenzio e le sue storie, i suoi misteri, le sue ombre.

 

“Fotogrammi di un massacro” è la tua ultima fatica. Dove hai trovato spunto? E’ autobiografico? Quanto prendi in prestito alla realtà e quanto è frutto di mera fantasia? Come delinei i personaggi? Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

 

Lo spunto spesso riemerge dai ricordi, dal mio passato di poliziotto. Un fatto di cronaca nera a volte può essere reinterpretato e romanzato con armonia. Quanto agli aspetti autobiografici, penso che ogni scrittore sia immerso tra le righe che ha scritto. Chi più, che meno. I personaggi sono in genere reali, persone che vivono con noi e tra noi, assolutamente normali con virtù ma anche con limiti, fragilità e paure.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

 

In genere rileggo quanto scritto centinaia di volte. Non trovo particolari difficoltà. Se quanto scrivo mi emoziona sono sulla strada giusta.

 

E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci?

 

Sono giunto al settimo romanzo e a una decina di racconti pubblicati in varie antologie. Mai avuto problemi di sorta nelle fasi di editing. E’ sempre necessaria una buona dose di umiltà. Insomma, mai pensare di essere l’ombelico del mondo. Gli editor sono professionisti e normalmente sanno cosa è meglio per tutti. Quanto agli editori ho avuto anche io particolari disavventure, come molti. Non sempre si trovano persone oneste e pulite con cui pubblicare. L’ultimo mio editore è Carlo Santi di Ciesse Edizioni. Una persona che stimo sia professionalmente che umanamente. Non a caso “Fotogrammi di un massacro” è la terza opera che pubblico con lui.

 

Hai altri progetti in fieri?

 

Ho sempre nuovi progetti ma evito di parlarne per scaramanzia.

 

E se ti proponessero una sceneggiatura per un film? Saresti d’accordo o ritieni che i tuoi romanzi soffrirebbero nella trasposizione cinematografica?

 

Io sono anche sceneggiatore e pertanto il problema non si pone. Giulia, un mio racconto tradotto anche all’estero diverrà presto lungometraggio. Spero sia una nuova porta aperta verso il futuro.

 

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo? E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

 

Sono onnivoro e divoro con cura molti libri all’anno. Non prediligo il giallo anche se scrivo gialli. Amo star bene e scivolare tra le righe con un sorriso. A volte sono proprio i grandi scrittori a deludermi mentre invece mi è capitato spesso di trovare perle di rara bellezza proprio tra autori sconosciuti al grande pubblico. Un regalo di questo tipo può sicuramente rappresentare una sorpresa.

 

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

 

Bisogna credere in quello che si scrive. Se veramente vale qualcosa prima o poi qualcuno se ne accorgerà. Io consiglio sempre di avvicinarsi ai vari siti legati alla cultura con spazi agli esordienti. Sono numerosissimi. Poi bisogna essere onesti con se stessi, farsi leggere e giudicare non solo da amici e parenti compiacenti. Insistere, resistere, lottare. Sono molti gli editori che sanno ascoltare. Basta saperli trovare.

 

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog!

 

Non intendo avere particolari riferimenti o condizionamenti culturali legati a qualche autore. Leggo scegliendo con cura e curiosità. Come poter cogliere frutta fresca dagli alberi o fragole nel sottobosco. Sono piuttosto spietato anche con chi scrive in catena di montaggio. Non è quella la grandezza. Penso che la differenza non stia nella quantità ma nella qualità. Di norma quando trovo un qualsiasi libro che mi piace lo consiglio. Senza impegno, liberamente. A prescindere.

 

Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

 

Non ne consiglio uno solo ma tutti. Potete trovare le loro tracce sul mio sito www.maurizioblini.it

 

Donaci una citazione e una ricetta.

 

Nei miei libri oltre che di musica si parla spesso di cucina. I miei personaggi, Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi sono piuttosto golosi.

Essendo di Torino non posso che consigliare la ricetta della bagna caoda.

 

  • Iniziate con il preparare l’aglio: dopo aver tolto il germoglio tagliate ogni spicchio in fettine molto sottili e dopo averlo asciugato, mettetelo in un tegame (meglio di coccio) con olio extravergine di oliva e cuocete a fuoco lento per una mezz’ora, avendo cura di girare il composto più volte.
  • Dopo che l’aglio si sarà sciolto aggiungete altro olio.
  • Prendete delle acciughe: dissalatele, lavatele in acqua e vino bianco e asciugatele prima di metterle nel tegame.
  • Continuate la cottura sempre a fuoco molto basso, affinché le acciughe si sciolgano e si amalgamino con l’aglio.
  • La bagna caoda sarà pronta quando otterremo una crema omogenea e di colore marrone chiaro.

Le verdure che si utilizzano con la bagna caoda sono normalmente crude e di stagione. Cardi, peperoni (che possono essere anche arrostiti o conservati in aceto), cavoli, scarola, indivia, porri, cipollotti lunghi, rape bianche, mele, barbabietole rosse cotte al forno, cavolfiori lessi, cuori di cavolo lessi, cipolle al forno, patate bianche e topinabò.

Buon appetito, ma aspettate l’inverno, por favor!

 

 

 

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